Arti marziali per donne: quali scegliere e perchè

Arti marziali per donne: quali scegliere e perchè

Scegliere un’arte marziale può rivelarsi un’alternativa tutt’altro che secondaria quando si desidera praticare uno sport che ti faccia sentire bene fisicalmente e mentalmente.

Spesso viene sottovalutata non solo la mole di lavoro fisica che questo tipo di attività comporta, ma anche il grande supporto psicologico che può offrire la consapevolezza del proprio corpo, la coscienza di sé, dei propri mezzi e in definitiva l’ auto-difesa.

Spesso si fa confusione tra arti marziali, sport di combattimento e autodifesa. In realtà i confini sono labili, sebbene le differenze profonde. Essenzialmente le arti marziali sono anche degli sport di combattimento e di autodifesa, ma hanno qualcosa in più, per questo sono considerate delle discipline.

Arti che trasmettono e inculcano, a chi le pratica, non solo le tecniche di combattimento, ma tutta la filosofia racchiusa in esse: tecniche di meditazione e sviluppo energetico, esercizi di rinforzo e di autocontrollo del corpo e della mente nella resistenza al dolore, insomma, molto di più di un mero esercizio fisico fine a se stesso.

Arti marziali per donne. A differenza di quanto si possa comunemente pensare sono sempre più le donne che decidono di praticare una qualche arte marziale. Sempre più spesso, anzi, si inizia sin da bambine per rendere il corpo più ricettivo e preparato dalle primissime fasi della crescita. Per una ragazza, avvicinarsi a queste discipline nel periodo dell’adolescenza può essere utile a superare un momento delicato, sia a livello fisico che psicologico con l’aiuto di queste discipline potrebbe rivelarsi addirittura costruttivo per la personalità stessa dell’adolescente che si affaccia all’età adulta.

Ma nel variegato mondo delle arti marziali, quali sono quelle più adatte alle donne?

Esiste una grande varietà di arti marziali sviluppatesi in luoghi e periodi molto diversi tra loro ed è davvero impossibile elencarle tutte, tra orientali e occidentali se ne contano un centinaio, vediamo qui le più popolari e le più amate dalle donne.

taekwondo

Taekwondo: una delle più praticate al mondo, è un’arte marziale coreana basata sulla tecnica dei calci e pugni in volo. Disciplina olimpica dal 2000 a Sydney, unisce sport di combattimento, autodifesa, meditazione e filosofia. Le tecniche dei calci richiedono molta flessibilità soprattutto nelle anche, per questo motivo le donne sono spesso “avvantaggiate” fisicamente: gli uomini sono decisamente più rigidi. Nel taekwondo la forza e la leggerezza sono due aspetti importanti che non prescindono l’uno dall’altro, non è necessaria una forza bruta per fare un combattimento, la velocità e la leggerezza spesso rendono i movimenti più veloci ed efficaci, meno prevedibili dagli avversari.

Karate: prevede la difesa a mani nude senza l’ausilio delle armi, sicuramente è una delle arti marziali giapponesi più conosciute. L’ideale da cui parte questa disciplina e che ne esplica molto del suo senso intrinseco è “Vincere senza combattere”.

Com’è possibile? Bene, lavorare sulla mancanza di paura nei confronti dell’avversario e sulla calma sono le chiavi che servono a spiazzare l’altro. Come in molte arti marziali, il vero avversario è da cercare in noi stessi e nei nostri limiti.

Judo: tradotto letteralmente significa “via della gentilezza” ed è un’arte marziale giapponese, inclusa alle Olimpiadi dal 1964, basata sulla difesa personale.

Allenarsi nella disciplina del jūdō significa raggiungere la perfetta conoscenza dello spirito attraverso l’addestramento attacco-difesa e l’assiduo sforzo per ottenere un miglioramento fisico-spirituale. La sua essenza consiste nello sfruttare a proprio vantaggio i movimenti dell’avversario. Praticare il judo rende abili a reagire istintivamente e a svillupare una sorta di “sesto senso”.

Aikido: è una disciplina psicofisica giapponese praticata sia a mani nude sia con le armi bianche tradizionali del Budo (via marziale) giapponese, principalmente: “ken” (spada), “Jo” (bastone) e “tanto” (il pugnale). L’ideogramma è tradotto con: “Disciplina che conduce all’unione e all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo”.

arti marziali donne

Anche l’Aikido mira infatti alla “corretta vittoria” che consiste nella conquista della “padronanza di se stessi”, resa possibile soltanto da una profonda conoscenza della propria natura interiore.

Anche qui la forza non è necessaria, si fa leva su quella dell’attaccante, pertanto è solo acquisendo le tecniche che si ottengono i risultati.

karate

Kung Fu: è l’arte marziale da cui la cinematografia ha attinto più spesso declinandola in alcuni casi anche al femminile, Kill Bill di Quentin Tarantino. Essenzialmente in essa sono racchiuse tutte le arti marziali cinesi, ma la più praticata dalle donne è il Wing chun, non solo per la leggenda che narra la sua genesi, ma perchè i principi su cui si basa sono studiati per risultare conformi all’anatomia femminile.

Partiamo dal presupposto che intraprendere una qualsiasi arte marziale implica costanza, spirito di sacrificio e di dedizione. Quindi se la tua vita è talmente frenetica che non ti permette di andare in palestra ad allenarti con una certa frequenza, forse è il caso di pensarci.

La forma fisica e l’età non sono un fattore secondario, le arti marziali necessitano quasi sempre di una certa elasticità ma non avere paura, troverai tanti adulti nella tua stessa situazione, sicuramente l’apprendimento sarà più lento e faticoso rispetto a bambini o adolescenti ma non per questo impossibile.

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