L'asilo cinese dove i bambini praticano la meditazione

L'asilo cinese dove i bambini praticano la meditazione

Tutti noi ci ricordiamo quanto ai tempi dell’asilo fosse fastidioso dover abbandonare i giochi per l’ora del riposino: tutti i bambini vorrebbero abolirla.

La verità, però, è che i piccoli hanno davvero bisogno di un po’ di riposo a metà di una giornata ed è per questo che in tutti gli asili del mondo è prevista l’ora in cui si ripongono i giocattoli e ci si sposta nella zona in cui sono sistemate le brandine.

Un asilo cinese di Foshan, nella provincia di Guangdong, ha invece optato per una soluzione diversa: sostituire l’ora del riposino con una di meditazione.

Questa soluzione è stata pensata dal direttore della scuola, a causa del fatto che i letti a disposizione dell’asilo erano piuttosto scadenti e il riposino era sempre un problema per i bambini. Da oltre vent’anni il direttore pratica la meditazione e ha potuto imparare quanto sia efficace per riposarsi e liberare la mente. Quindi ha pensato di risolvere il problema proponendo la meditazione come alternativa al sonnellino pomeridiano.

L’idea era quella di interrompere le attività scolastiche per un’ora, sistemare dei tappetini sul pavimento della classe e praticare un’ora di meditazione guidata dall’insegnante.

Per farlo il direttore ha realizzato un video educativo, pensato appositamente per illustrare le tecniche base ai più piccoli. A quanto pare però, almeno inizialmente, la risposta dei piccoli non è stata esattamente entusiasta: molti si sono addirittura addormentati durante la visione del video.

L’esperimento però è durato alcune settimane, e il corpo docente ha sostenuto che già dopo pochi giorni era possibile vedere qualche risultato confortante: l’ora di meditazione veniva vissuta come un’attività e non come l’interruzione dei giochi e del divertimento.

L’iniziativa, però, ha scatenato un dibattito molto acceso fra i genitori: perché alcuni hanno sollevato polemiche riguardo al fatto che dei bambini così piccoli non siano pronti per attività di questo tipo, mentre altri invece hanno accusato il direttore di voler obbligare i loro figli a svolgere una pratica religiosa.

Aldilà delle polemiche, però, resta il fatto che un’iniziativa del genere rappresenta comunque un modo creativo per cercare di sopperire ad una mancanza di strutture, e offrire ai bambini qualcosa di stimolante.

Immagine via Flickr