I benefici della Pet Therapy

I benefici della Pet Therapy

Da millenni, il rapporto tra uomo e animali è una parte imprescindibile della nostra esistenza. Nel corso della storia, abbiamo imparato a conviverci, addomesticarli, ad amarli. Tanto che oggi alcune persone dedicano la propria vita alla loro salvaguardia. È il caso, per esempio, di Daphne Sheldrick, una donna che, insieme al marito, continua a salvare e accudire gli elefanti rimasti orfani in Africa.

Come abbiamo già visto, gli animali sono tra l’altro in grado di provare empatia proprio come noi, ed è per questo che se da un lato persone come Daphne e suo marito se ne prendono cura, dall’altro vengono in nostro soccorso quando ne abbiamo più bisogno.

Proprio su questi presupposti si basa la Pet Therapy: una terapia incentrata sul rapporto uomo-animale che, affiancata a una cura tradizionale, aiuta a migliorare aspetti comportamentali, fisici e cognitivi dei pazienti. È una pratica utilizzata sin dal 1700 coi cavalli, ma solo nel 1960 ha trovato una sua specifica definizione: quando la psicoterapeuta Boris Levinson si rende conto che la sola presenza del suo cane sia un’ottima panacea per i suoi pazienti che ne traggono sin da subito diversi benefici.

Ma in cosa consiste nello specifico la Pet Theraphy? Innanzitutto, bisogna partire da un presupposto: per far sì che la terapia sia efficace, non basta la sola presenza di un cane o di un altro animale domestico, ma è necessario che tra l’animale e il paziente si instauri fin da subito un rapporto basato sulla fiducia e il rispetto reciproco.

Appurato ciò, gli interventi assistiti dagli animali potranno essere vuoi di tipo terapeutico o educativo, vuoi di tipo ludico e ricreativo. L’importante è ricordarsi sempre che saranno progetti che non andranno mai a sostituire completamente le terapie farmacologiche primarie. Proprio per questo la “Pet Therapy” è anche comunemente chiamata “co-terapia.”

Per quanto riguarda, invece, i cani che aiutano a mantenere e migliorare l’equilibrio psico–fisico del paziente, questi devono essere sempre addestrati. È indispensabile, infatti, che l’animale sia sempre tranquillo, gentile e affidabile col paziente.

Dall’interazione con l’animale, il paziente, adulto o bambino che sia, svilupperà nuovamente la propria autostima e affinerà l’istinto alla socializzazione. Senza contare che grazie a questo rapporto si innesteranno nel paziente il senso di responsabilità e la capacità relazionale nonché la voglia di instaurare nuovi rapporti d’affetto.

Immagine via Flickr