Biblioterapia: curarsi leggendo libri

Biblioterapia: curarsi leggendo libri

Leggere è uno dei maggiori piaceri che esistono, anche se a volte ce ne dimentichiamo. I libri sono un ottimo modo per prendersi del tempo per se stessi, per ampliare la propria immaginazione e per imparare nuove cose. E questo vale sia che ci si affidi alla pagina stampata, sia che si preferiscano gli e-book.

I libri hanno anche dei poteri curativi. La biblioterapia, infatti, è una pratica attraverso cui sarebbe possibile trarre beneficio dalla lettura.

Già ai tempi di Aristotele si credeva che i libri avessero proprietà curative. Lo si credeva anche nell’antica Roma. Nel 1937, poi, lo psichiatra W.C. Menninger iniziò a mettere in pratica i primi tentativi moderni di biblioterapia utilizzando i libri nel trattamento delle malattie mentali.

Da allora moltissimi esperti hanno creduto in questo tipo di benefici: come ad esempio la psicoterapeuta Barbara Rossi, autrice del libro Biblioterapia. La Lettura come Benessere che sostiene: “La biblioterapia è intesa in vari modi: come terapia, come strumento per risolvere problemi, come confronto con altre esperienze.”

Ma quali sono i disturbi che è possibile lenire con la lettura? Principalmente quelli legati all’umore, quindi i fenomeni depressivi e di ansia.

I libri e la biblioterapia in questo senso sarebbero un modo per mettersi in contatto con l’esperienza di un altro essere umano, magari simile alla propria, e riuscire ad esorcizzare e razionalizzare, attraverso la narrazione, le proprie paure, incertezze e angosce.

Ma c’è di più: la lettura per sua stessa natura è una di quelle attività che spingono una persona all’introspezione, un’attività che principalmente si svolge da soli, in un clima di intimità mentale che riesce ad affrontare più in profondità i problemi personali. Per questi motivi, l’idea che la lettura possa essere una forma di cura è molto più che una suggestione.

Immagini: Copertina