Borapp è l'applicazione che capisce quando ti annoi e trova una soluzione

Borapp è l'applicazione che capisce quando ti annoi e trova una soluzione

Da quando abbiamo iniziato a usare tutti uno smartphone, hanno cominciato anche a palesarsi alcuni tic che prima non avevamo. Ad esempio quello di consultarlo in continuazione, per vedere se sui nostri social ci sono nuove notizie, controllare se ci sono notifiche, messaggi, aprire e chiudere applicazioni senza utilizzarle. Tutti questi tic sono in realtà il segno che ci stiamo annoiando.

Le tecnologie dovrebbero aiutarci a risolvere questi problemi, non a crearli: è questo che deve aver pensato la spagnola Telefonica Research, quando ha lavorato all’applicazione Borapp.

La prima versione aveva come obiettivo quello di registrare dati per rendere Borapp sempre più accurato.

Attraverso uno studio, “un quasi esperimento”, visto il numero esiguo di partecipanti, i ricercatori avevano scoperto che gli uomini tendenzialmente si annoiano più spesso delle donne e che chi si annoia tende a ripetere le stesse cose: controllare i social, le mail e giocherelli con le impostazioni.

Con Borapp hanno allargato a sempre più persone l’esperimento, inviando messaggi agli utenti in cui si chiedeva se si sentissero energici, positivi o annoiati e di esprimersi con una votazione da uno a cinque. Sono state poi registrate le interazioni dei soggetti con 35 parametri differenti, la frequenza con la quale aprivano e chiudevano altre applicazioni, gli intervalli di tempo in cui controllavano le mail, ascoltavano musica ecc. Grazie a questo secondo step di studi Borapp è riuscita a prevedere la noia con l’82% di precisione.

La seconda versione di Borapp è stata creata per suggerire come combattere la noia. Quando gli utenti sono annoiati, la app suggerisce contenutiuna chiacchierata con gli amici che non sentiamo più spesso, o portare a termine quegli obiettivi che abbiamo in sospeso da troppo tempo. Per ora l’app, nella sua versione aggiornata, è scaricabile gratuitamente da Google Play Store. L’obiettivo resta quello della ricerca, per mettere finalmente in commercio un’app che sia precisa al 100%.

Immagine tratta da Flickr