La ricetta di Anthony Bourdain per l'uovo strapazzato perfetto

La ricetta di Anthony Bourdain per l'uovo strapazzato perfetto

Se l’alfabetizzazione gastronomica, l’interesse per le cucine locali, il valore conoscitivo del cucinare bene e del mangiare bene sono così rilevanti nella cultura e nell’intrattenimento contemporanei, lo dobbiamo specialmente, si sa, alla personalità eccezionale di Anthony Bourdain.

Il cuoco newyorchese che si è dato la morte lo scorso giugno, era noto per serie televisive come No Reservation e Parts Unknown: in una puntata di quest’ultima, esplorando Hanoi (Vietnam), lui e Obama facevano due chiacchiere in un ristorantino, davanti a una scodella di spaghetti di riso con manzo e verdure—insomma, una delle cose più cool mai viste.

Innamorarsi della cucina grazie a Anthony Bourdain

Ma Bourdain era anche un divulgatore in grado di convincere i più ritrosi, in bellissimi libri come—in ordine cronologico—Kitchen confidential. Avventure gastronomiche a NY, Il viaggio di un cuoco, Avventure agrodolci. Vizi e virtù del sottobosco culinario, e Al sangue. Nei suoi libri di memorie, Bourdain ci porta dentro le cucine dei ristoranti, e racconta i suoi numerosissimi viaggi.

La sua concezione della gastronomia, ovviamente, non era all’acqua di rose: faceva un po’ di giusta ironia su chi affermava di cucinare “con il cuore” e “con amore”. “La gastronomia è la scienza del dolore“, scriveva. E ne dava numerosi esempi in descrizioni che restano impresse nella memoria, come quelle di alcune esperienze vissute a Tokyo, raccontate in Kitchen Confidential: il più incredibile pasto della sua vita—la cena in un sushi bar fatta anche di interiora di molluschi giganti “ancora pulsanti di vita mentre morivano nel piatto”—o la visita al mercato centrale del pesce, uno “scenario selvaggio” tra anguille sfilettate vive e operai che staccano lombi di tonno con spade e seghe terrificanti.

Comunque, Bourdain doveva cucinare anche piatti semplici nonché indolori. Come l’uovo strapazzato. In un video ci ha insegnato come prepararlo per bene.

Come si prepara l’uovo strapazzato: la ricetta di Bourdain

Semplice, indolore e buonissimo: l’uovo strapazzato era una delle colazioni preferite di Anthony Bourdain. Sosteneva di avere una relazione di odio/amore con questa pietanza, e di aver imparato a prepararla molto bene. “Old school“: un uovo strapazzato, o un’omelette, sono soprattutto uovo. Niente ingredienti inutili.

  • Gli ingredienti: solo uova, burro, sale, pepe (e una padella).
  • La padella deve essere ben calda, ma non troppo calda.
  • Rompere le uova e metterle in una ciotolina assicurandosi che non ci siano frammenti di guscio.
  • Sbattere le uova con la forchetta, ma non troppo a lungo né troppo forte. Il risultato dev’essere un miscuglio di chiazze di tuorlo e albume, non un liquido giallo uniforme
  • Importante: sbattere le uova subito prima di metterle in padella. Non bisogna sbatterle in anticipo per poi lasciarle riposare.
  • Condire con sale e pepe. Bourdain consiglia di non aggiungere acqua né latte né panna: non migliorano in nulla il risultato finale.
  • Nella padella preriscaldata lasciar fondere abbondante burro finché non fa la schiuma. A questo punto versare le uova sbattute.
  • La cottura consiste nel lasciar rapprendere un po’ le uova, girando il composto con un movimento a 8.
  • Non bisogna assolutamente girare troppo l’uovo in padella, altrimenti si spezzetterà in mollichine. Il risultato finale invece dovrà avere un aspetto soffice e leggero e un po’ increspato.

Insomma, il punto di Bourdain è: l’uovo strapazzato è un piatto semplicissimo, ma come molte cose semplici ma buone, spesso viene inutilmente complicato. Quindi, “back to basics”, e buona colazione.

Qui tutti i libri di Anthony Bourdain. C’è anche un ricettario, I miei appetiti

Immagini: Copertina