Cibi miracolosi: dalle bacche di goji a quelle di acai. E le ciliegie di acerola?

Cibi miracolosi: dalle bacche di goji a quelle di acai. E le ciliegie di acerola?

Sarà colpa della frenesia dei nostri tempi, della mancanza di tempo per prendersi cura di se stessi o l’ansia da ticchettio del tempo che passa, fatto sta che ogni qualvolta si diffonde la voce di una qualche soluzione miracolosa ci affidiamo alle sue speranze.

Parliamo ad esempio delle bacche “miracolose”. L’ultimo trend in fatto di alimenti dalle portentose qualità. Tutto è nato con le celeberrime goji, un portento di nutrienti e antiossidanti, una vera e propria icona del benessere degli ultimi anni. Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow e Madonna, ad esempio, sono le più accanite sostenitrici del potere delle bacche rosse, a quanto pare non escono di casa senza un sacchettino da sgranocchiare tra un red carpet e la prima di un film.

Di lì in poi è stato un fiorire di libri, trasmissioni ad hoc, siti web dedicati ai nuovi elisir di lungavita. Il segreto del loro successo? Le tantissime proprietà e i nutrienti, che per raccoglierle tutte occorre elencarle:
– ricche di polisaccaridi, antiossidanti (anti-aging), vitamina C, carotenoidi
stimolano il sistema immunitario e il metabolismo
– aumentano i livelli di energia, riducono il senso di fatica, migliorano la ripresa dopo uno sforzo
– efficaci contro le allergie
– regolarizzano i livelli di zucchero nel sangue e possono concorrere a ridurre il colesterolo

Un CV niente male per questi piccoli frutti rossi. Le portentose bacche definite anche “diamante rosso” o “tesoro nazionale” sono addirittura citate in un libro risalente al 2600 a.C. per i loro poteri curativi.

Un altro tipo di bacca che si è guadagnata numerosi “seguaci” negli ultimi anni (ma sì, possiamo trattarle come delle vere e proprie star) è quella di açai. Originaria del Brasile, è di colorazione violacea e ha le dimensioni di un acino d’uva. Essendo un frutto altamente deperibile non è possibile arrivi intatto quindi è reperibile in Italia solo sottoforma di compresse o liofilizzato.

bacche di acai

Perché sono tanto amate. Le bacche di açai sono un vero e proprio concentrato di vitamina A e C, acido folico, acido aspartico, glutammico e vanillico, ferulico e altri polifenoli e fitosteroli; tutta roba che fa bene ok, ma diciamo la verità, le donne le venerano soprattutto per le loro proprietà dimagranti. Ricche di fibre, aumentano il senso di sazietà modulando il rilascio di zuccheri nel sangue e contenendo numerosi amminoacidi essenziali accelerano il metabolismo.

Facciamo un salto in Africa per conoscere una bacca rossa, poco più grande di una ciliegia, che se masticata rende dolce qualunque cibo si assaggi. È la “miracolina”, conosciuta anche come “miracle fruits” o Synsepalum dulcificum. Una bacca africana che ha il potere di trasformare l’amaro in dolce grazie a una glicoproteina chiamata miracolina (da cui il nome), che impedisce alle papille gustative di percepire sapori amari e aspri.
La sua esistenza fu documentata per la prima volta nel 1725 da Chevalier des Marchais, un esploratore Europeo, ma non venne mai portata in Europa per la sua facile deperibilità e la difficoltà nella coltivazione.
Ma è proprio il suo uso in cucina che suscita particolare interesse in tutto il mondo. Homaro Cantu, autore del libro “The Miracle Berry Diet Cookbook” e chef del ristorante molecolare Moto di Chicago ha realizzato un nuovo menù completamente senza zucchero per permettere a persone a dieta, diabetici, ma anche semplici curiosi di assaporare nuove ricette.
Un successo. E ora anche gli occhi delle aziende dolciarie sono puntati sulla Miracolina proprio per la sempre maggiore richiesta di dolcificanti ipocalorici che hanno portato i tecnici alimentari a cercare alternative allo zucchero.

Anche le ciliegie di acerola originarie del Sud America e della zona delle Antille sono diventate famose negli ultimi anni, soprattutto per il loro elevatissimo contenuto di vitamina C (più di arance e kiwi) e di provitamina A (quasi quanto le carote) o vitamine del gruppo B (in particolare acido pantotenico), bioflavonoidi e tannini. Tra i sali minerali si trovano in gran quantità calcio, ferro e magnesio. Insomma, soprattutto durante il periodo invernale le ciliegie di acerola diventano un vero e proprio scudo naturale per prevenire (e combattere) l’influenza e rafforzare il sistema immunitario.

ciliege di acerola

In commercio è possibile trovarle in farmacia ed erboristeria sottoforma di compresse, capsule gelatinose, polvere e il succo.

Bacche miracolose: ieri, oggi e domani. Insomma, il fatto che ci sia sempre più richiesta di alimenti ritenuti “miracolosi” soprattutto dagli occidentali, mentre i frutti in questione provengono spesso dai più poveri, ci mette di fronte a un fatto compiuto: sono le popolazioni dei cosiddetti Paesi ricchi a sentirsi più fragili e vulnerabili di fronte al tempo che passa e alle cosiddette “malattie del benessere”.
Quali scenari possiamo immaginare per il futuro? Diventeremo dei divoratori di bacche, avremo il frigorifero pieno di strani frutti esotici e le borsette imbottite di compresse? Forse sì e magari ci divideremo ancora tra “apocalittici e integrati”, prendendo in prestito il concetto da Umberto Eco e declinandolo nell’accezione più popolare di “scettici e creduloni”: queste bacche sono sicuramente benefiche, ma forse miracolose possono esserlo solo nel posto in cui sono nate.
Oppure, semplicemente, riusciremo a prendere il meglio da questi alimenti senza stravolgere troppo le nostre abitudini alimentari? Lo stile di vita delle popolazioni che abitano le terre da cui vengono prelevate, ormai lontano anni luce dal nostro, purtroppo, almeno per il momento, non è liofilizzabile.