Perché il cibo cotto ci piace di più di quello crudo?

Perché il cibo cotto ci piace di più di quello crudo?

Cucinare non è un hobby, né una routine che si svolge, più o meno, con piacere. Cucinare è stato uno dei primi e cruciali passaggi della nostra evoluzione

Due milioni di anni fa, prima della scoperta del fuoco, i nostri antenati erano costretti a nutrirsi di cibo freddo. Mangiarlo voleva dire aver bisogno di molta energia per la digestione. Lo scimpanzé o il panda ad esempio masticano tutto il giorno per agevolarla.

Con la scoperta del fuoco siamo diventati più intelligenti e abbiamo imparato in qualche modo a scaricarci dalle nostre responsabilità biologiche. Masticare tutto il giorno in fondo sarebbe stato troppo faticoso.

Il nostro stomaco non è adatto ai grossi quantitativi di carne cruda. Servirebbero succhi gastrici più forti e un tratto intestinale più breve.

Secondo Rachel Carmody, biologa evoluzionista ad Harvard, il fuoco ci ha dato un aiuto biologico fondamentale, perché cuocendo il cibo lo ha reso più digeribile. Il cibo cotto in più ha un maggior numero di calorie. Con una digestione più facile quindi siamo anche in grado di ricevere più energia.

Questo non accade soltanto con la carne, ma anche ad esempio con i cereali. Immagazziniamo quasi il 30% di energia in più dal grano, dall’avena, e addirittura il 78% di proteine in più dalle uova.

Il fuoco eccitando le molecole del cibo, rendendole volatili e facendole espandere nell’aria, rende gli alimenti ancora più gustosi, inondando il nostro olfatto. In un certo senso è stata l’evoluzione a permettere che il cibo “ci piaccia di più” servito e consumato caldo.

Immagine via Flickr