Le citazioni sbagliate più famose

Le citazioni sbagliate più famose

Ci sono citazioni “sbagliate” entrate ormai nell’uso quotidiano.

Gli errori di queste citazioni non sono grammaticali, ma di semplificazione o di attribuzione.

Vediamo insieme quelle più famose e più sbagliate.

“Il fine giustifica i mezzi”

È attribuita a Machiavelli, ma da nessuna parte si ritrova la frase così formulata. In un capitolo del Principe però si legge: “Nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ Principi […] si guarda al fine […] I mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati”. Ecco spiegato tutto: si è voluto semplificare.

“Non ti curar di loro, ma guarda e passa”

La frase pronunciata da Virgilio nell’Inferno di Dante è: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”. Un altro caso di alterazione popolare.

“Eppur si muove!”

La frase viene pronunciata da Galileo al tribunale dell’Inquisizione, ma gli è stata messa in bocca da Giuseppe Baretti, uno scrittore torinese che nel 1700 aveva ricostruito la vicenda per un’antologia.

“Le menti sono come i paracadute: funzionano solo quando sono aperte”

È una delle frasi più famose di Albert Einstein. E anche una delle più note di Frank Zappa… Sì, perché nessuno dei due è il vero autore della frase. Colui che l’ha pronunciata è Thomas Dewar, emerito sconosciuto.

“Se non hanno più pane, che mangino brioche!”

È una frase che tutti attribuiscono a Maria Antonietta, riferendosi al suo popolo affamato.

Ma non è vero. L’autore è in realtà Jean Jacques Rousseau. Nelle sue Confessioni c’è un passo del 1741 in cui si legge: “Infine mi ricordai il ripiego suggerito da una grande principessa a cui avevano detto che i contadini non avevano pane e che rispose: che mangino brioche”.

La principessa in questione non è Maria Antonietta, che a quel tempo non era ancora nata.

“Lazzaro, alzati e cammina.”

In realtà la frase che Gesù pronuncia nella Bibbia è: “Lazzaro, vieni fuori!

“Elementare Watson”

Sherlock Holmes non ha mai pronunciato questa frase, perché Arthur Conan Doyle non l’ha mai scritta. L’origine di questo errore nasce forse da uno scambio dei due nel racconto Il caso dell’uomo deforme, in cui Watson dice “Semplice!” e l’ispettore aggiunge: “Elementare”.

Immagine via Wikimedia