Le nostre città sono troppo rumorose e non fanno bene alla salute

Le nostre città sono troppo rumorose e non fanno bene alla salute

Ormai non ce ne rendiamo conto, ci abbiamo fatto l’abitudine. Un sottofondo che ci accompagna tutto il giorno, anche di notte. Chi vive in città sa di cosa parliamo: l’inquinamento acustico urbano.

Motori di auto, scooter, autobus, sireneclacson. Sono tutti fattori che, anche se non ce ne rendiamo conto subito (come nel caso dell’inquinamento luminoso), possono incidere significativamente sulla qualità della vita di una città.

“Una tortura per le persone intelligenti”

La pace del raccoglimento era già stata esaltata nel 1660, dal filosofo francese Blaise Pascal:

Tutta l’infelicità dell’uomo deriva dalla sua incapacità di stare nella sua stanza da solo.

Nei secoli, quel senso metaforico di ricerca del silenzio si è sempre più andato a perdere. Diventando una reale fuga dal rumore. Schopenhauer ha definito nei suoi scritti questa cacofonia moderna come “una tortura per le persone intelligenti”. I pensatori hanno bisogno di silenzio per lavorare.

Mark Twain, nella seconda metà dell’Ottocento, ha contribuito alla fondazione di una comunità anti-rumore. Impegnata a combattere una guerra contro il frastuono della città.

A raccontare questi aneddoti è il professore alla Pennsylvania State University Matthew Jordan nel suo articolo “Perché le città sono così rumorose”.

La classifica delle città più rumorose

Quasi ogni anno vengono stilate le classifiche delle città più rumorose. E quasi sempre i risultati dell’Italia sono mortificanti. Il nostro Paese è uno di quelli dove si trova la più alta concentrazione di città con il peggior inquinamento acustico.

In una classifica di qualche anno fa a vestire la maglia nera era Palermo, con un picco massimo di 92,6 decibel. Nelle ore di punta, si legge in questo articolo di Valentina Scotti: “I valori sono al limite della soglia individuata come critica per evitare danni all’udito dall’Organizzazione mondiale della Sanità”.

Dopo Palermo, in questa poco invidiabile classifica, si trovano Firenze (88,6 dB), Torino (86,8), Milano (86,4), Roma (86), Bologna e Napoli. Quest’ultima ha detenuto anche un record mondiale in passato. Terzo posto nella classifica mondiale delle città più rumorose. Preceduta da Los Angeles e New York.

In una classifica stilata dal Worldwide Hearing Index nel 2017 al primo posto si è piazzata Canton, in Cina. Milano ha ottenuto un poco encomiabile 18esimo posto.

Le conseguenze del rumore sulla nostra salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia sui rischi per la salute legati al rumore ambientale.

L’inquinamento acustico provoca ipertensione, diabete, obesità, attacchi cardiaci, ictus.

A dirlo è stato Daniel Fink, presidente della Quiet Coalition, in un’intervista al GuardianUno studio del Karolinska Institutet ha affermato che il rumore ambientale porta generalmente a un livello alto lo stress. Spingendo anche alcuni soggetti a ingrassare. I ricercatori hanno preso in esame 5 mila svedesi tra i 43 e i 66 anni, per cinque anni. Quello che si è scoperto è che quando si è esposti a un rumore superiore ai 45 decibel, a ogni aumento di 5 decibel corrisponde un aumento del girovita di 0,2 centimetri. 

Oltre allo stress si può incappare anche in un leggero calo dell’udito, nella comparsa di squilli e ronzii nelle orecchie, e difficoltà generale a sentire.

Guido Conti del Policlinico Gemelli di Roma ha detto:

Si stima che il rischio di infarto del miocardio possa crescere proporzionalmente all’intervento dell’esposizione al rumore da traffico stradale oltre i 60 dB.

Uno strano paradosso

Matthew Jordan, nell’articolo sopra citato, parla di un interessante paradosso. Da una parte, nel campo dell’architettura degli interni, si sta sviluppando una tecnologia che ci aiuta a isolarci dal mondo rumoroso. Una tecnologia pensata per esaudire il nostro desiderio di tranquillità e pace. Pavimenti e pareti insonorizzati, divisori, ecc.

Raggiungere quella tranquillità, in città, è però impossibile. Il suono indesiderato continua a far parte della nostra vita. E così, dall’altra parte, alcuni di noi si sono assuefatti al rumore. Addirittura usandolo per concentrarsi o rilassarsi. Ascoltando il rumore bianco, attraverso delle cuffie, si chiudono in una bolla sonora. Dando vita a un inquietante interrogativo: visto che non possiamo isolare il rumore, più semplice allora isolarci dagli altri?

Immagine di copertina di Israel Sundseth