Il colore del cibo influisce anche sul suo sapore

Il colore del cibo influisce anche sul suo sapore

Il colore degli alimenti è molto più importante di quello che pensi. Negli Stati Uniti esistono delle tonalità ben precise che i prodotti devono rispettare per essere certificati come eccellenze. L’arancione delle arance ad esempio viene calibrato sugli standard stabiliti dal dipartimento dell’agricoltura.

Il colore infatti non determina soltanto l’aspetto esteriore di un prodotto.

I nostri occhi sono gli organi più importanti anche per il gusto. Come riportato dal sito Nautilus, secondo una ricerca condotta da Charles Spence dell’Università di Oxford più della metà della nostra corteccia cerebrale è dedicata all’elaborazione delle immagini, uno spazio molto più grande di quello che occupa il gusto. Questo vuol dire non soltanto che i colori insaporiscono gli alimenti ma che cambiano anche il sapore del cibo.

Nautilus riporta una serie di esperimenti condotti dai primi anni ’80 fino ai giorni nostri che ti aiuteranno a capire come a tavola l’occhio voglia molto più della sua parte.

In un esperimento del 1980 venivano somministrati a un gruppo di soggetti bendati delle bevande al gusto di arancia. Non vedendo il colore della bevanda, soltanto in pochi riuscivano a decifrare il sapore. Quando invece, senza bende, hanno bevuto una bibita al gusto lime ma dal colore arancione, quasi la metà dei partecipanti all’esperimento era convinto che si trattasse di un’aranciata.

Non è soltanto il colore dei cibi a rendere diverso il sapore, ma anche il colore del piatto sul quale vengono serviti. Durante un altro esperimento si arrivò alla conclusione che la mousse di fragola è molto più buona in un piatto bianco e tondo che in uno quadrato e nero.

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I colori possono trarre in inganno anche le lingue più esperte, perché è una questione di cervello. La corteccia cerebrale è la prima stazione dove si ferma e viene decifrato il sapore, dopo essere passato attraverso la lingua.

Il cervello funziona come un motore di aspettative. Se ad esempio la frutta di colore rosso viene associata a un gusto dolce, il tuo cervello tende ad aspettarsi questo sapore da quel preciso colore.

Se guardando un liquido rosso scuro contenuto in un bicchiere ti viene detto che è succo di fragole, il tuo cervello prevede automaticamente il sapore e la dolcezza, come se venisse attivato un pulsante che attiva il gusto della fragola. Nel caso in cui la lingua al contatto con il succo registrasse una differenza di dolcezza, ad esempio trovandolo più amaro del previsto, il tuo cervello lo registrerebbe comunque dolce.

Le associazioni che abbiamo in testa, come ad esempio vedere un frutto verde e associarlo a un gusto acerbo e aspro, sono meccanismi cerebrali automatici.

Per questo motivo ad esempio per molto tempo le bevande o i cibi di colore blu erano vietati. Mentalmente questi colori si associavano a un sapore pericoloso, ma soltanto perché ancora non era stato testato dal nostro cervello.

Immagine via Flickr | Copertina | 1