Alcune cose da sapere prima di prendersi cura di un bonsai

Alcune cose da sapere prima di prendersi cura di un bonsai

Prendersi cura delle piante di casa può essere estremamente rilassante e soddisfacente: anche semplicemente gestendo un piccolo giardinetto sul balcone è possibile dar sfogo al proprio pollice verde. E quando si tratta di piante da casa, ce n’è una particolarmente iconica a cui dedicarsi: il bonsai.

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Fondamentalmente il bonsai è un albero in miniatura, a cui bisogna dedicarsi con grande cura e sapienza: un impegno quotidiano da non sottovalutare, che presuppone una buona dose di pazienza e la conoscenza delle caratteristiche della pianta. In compenso, però, occuparsene ha delle grandi proprietà terapeutiche: secondo alcune ricerche infatti aiuta a diminuire i livelli di stress e ansia.

Pochi sanno che in realtà il bonsai non è una pianta giapponese, ma è originaria della Cina: rispecchia una tecnica di selezione e riduzione delle dimensioni arboricole per sfruttare le proprietà benefiche di certi alberi per scopi erboristici e farmacologici. Solo successivamente sono arrivati in Giappone. In Europa invece fu introdotto all’Esposizione di Londra del 1909, anche se si conosceva fin dal 1878, quando alcuni esemplari furono portati all’Esposizione Universale di Parigi.

Innanzitutto bisogna capire quale tipologia scegliere: se un bonsai da interno, o uno da esterno. Questa seconda scelta, in particolare, presuppone una conoscenza precisa circa le piante che si adattano al clima della zona in cui abitiamo. Per i principianti, quindi, è meglio optare per un esemplare da tenere in casa.

Sono piante che hanno bisogno di una buona esposizione alla luce, ma non a contatto diretto con i raggi del sole: il posizionamento ottimale, quindi, è in prossimità delle finestre. Da evitare, assolutamente, la vicinanza a fonti di climatizzazione ambientale, come condizionatori o termosifoni.

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Per quanto riguarda l’irrigazione, i bonsai necessitano di innaffiamenti piuttosto frequenti, ma effettuati con sapienza visto che subiscono i ristagni idrici. Per capire quando irrigare, la tecnica migliore è quella di tastare il terreno: per vedere subito quando si asciuga troppo. D’estate, specialmente se si vive in zone non molto umide, è bene tenere idratato anche il fogliame, con un nebulizzatore a spruzzo.

La fase di concimazione, invece, deve avvenire ogni 40-50 giorni, utilizzando del concime granulare a lenta cessione.

La parte più delicata e complicata è quella della potatura. In realtà ne esistono tre distinte: la potatura di formazione, quella di mantenimento e la pinzatura.

La prima si effettua per far in modo che la pianta cresca nel modo giusto: visto che ogni ramo ha bisogno di luce, si devono potare in modo che quelli inferiori siano più spessi e lunghi rispetto a quelli superiori, in modo che non vengano coperti.

Il mantenimento, invece, consiste nel far in modo che il bonsai non si sviluppi troppo verso l’alto, facendo in modo che l’energia della pianta rimanga sempre omogenea, senza stressarla.

La pinzatura, invece, è quella fase di potatura in cui si eliminano i germogli che sono cresciuti in modo sproporzionato, visto che questo alberello mantiene una buona salute quando la sua chioma risulta il più omogenea possibile.

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