Qualche consiglio su come smettere di procrastinare

Qualche consiglio su come smettere di procrastinare

Bisogna stare attenti a procrastinare. Anche soltanto una volta. Potresti entrare in un loop dal quale è molto difficile uscire.

Se quando ti arriva una mail ti capita di pensare “dovrei rispondere ma in questo momento nonostante abbia il tempo, le dita sulla tastiera e internet funzioni perfettamente, non me la sento”, dovresti prestare attenzione a questo articolo.

L’Atlantic ha affrontato l’argomento intervistando alcuni professori universitari che si sono interessati al tema e ha provato a spiegare non soltanto come riconoscere quando stiamo procrastinando “troppo” ma anche il modo in cui uscire dal loop di questa dilazione continua.

“Procrastinare non ha niente a che vedere con la gestione del tempo“, ha detto Joseph Ferrari, professore di psicologia all’università DePaul: “Dire a un procrastinatore cronico di fare semplicemente le cose sarebbe come dire a una persona clinicamente depressa di stare su con la vita”.

L’approccio al problema deve essere quindi estremamente serio.

Secondo Ferrari e altri suoi colleghi procrastinare è dovuto a due motivi fondamentali: perché non ci sentiamo dell’umore giusto e perché siamo convinti che il nostro umore migliorerà in un futuro prossimo.

Le scuse più frequenti che si racconta chi procrastina sono molte e conoscerle ti aiuterà a scoprire se anche tu rientri tra questi: se schiaccio un pisolino, dopo sarò più concentrato; se guardo la tv adesso mi sentirò più rilassato e più tranquillo per chiamare domani lo studio del medico; se scrivo questo status su facebook le mie dita si scioglieranno e consegnare quell’articolo in tempo sarà un gioco da ragazzi.

Questo tipo di scuse è soltanto controproducente.

Crea un circolo dal quale non riusciamo a uscire e diventiamo ansiosi e ci sentiamo in colpa. Una volta entrati in questo loop è ancora più difficile essere produttivi. Rinviare non ci farà lavorare meglio.

Il modo più utile per uscirne è quello di avere scadenze imminenti. Rompere il loop con uno strattone.

Per i procrastinatori realizzare di avere scadenze li responsabilizza. Il secondo passo è attenersi a scadenze esterne, imposte da terzi, perché sono più efficaci delle nostre.

In un esperimento di Dan Ariely è stato accertato che chi lavora senza scadenza lavora peggio, mentre chi lavora con scadenze imposte dall’esterno porta il lavoro a compimento nel miglior modo possibile.

Se anche a te capita a volte di rinviare qualche impegno nonostante abbia il tempo e il modo di portarlo a termine, ora sai che rinviarlo a quando avrai un umore migliore non è la soluzione giusta.

Immagine via Flickr