Che cosa ci spinge a commettere sempre gli stessi errori?

Che cosa ci spinge a commettere sempre gli stessi errori?

A volte tra le mille scelte che facciamo nella vita ce ne sono alcune sbagliate, è normale. Riguardano cose più o meno importanti: ad esempio quando mangiamo qualcosa o compriamo un oggetto lasciandoci fregare dall’apparenza, oppure quando scegliamo il nostro partner.

Tra questi errori, molti si ripetono, li commettiamo cioè come se non avessimo imparato la lezione. Per la psicologia il meccanismo che ci porta a compiere sbagli sistematici è oggetto prediletto di studio: sono molti gli articoli pubblicati sui giornali specializzati che analizzano il fenomeno. I procedimenti mentali che ci fregano sempre sono, generalmente, di tre tipi: vediamoli insieme.

Il primo tipo sarebbe da ricollegarsi alla consolazione. In un articolo pubblicato sul Journal of Consumer Psychology viene mostrato, attraverso una serie di esperimenti, che quando sbagliamo ci sentiamo in colpa e tendiamo ad essere più indulgenti con noi stessi. Questo ci porta a sottovalutare l’errore e a ripeterlo. A un gruppo di volontari è stato chiesto di ricordare tutte le volte in cui era stato in grado di resistere a una tentazione e le volte invece che aveva ceduto. Poi è stato chiesto loro quanto avrebbero speso per un oggetto che desideravano e, con sorpresa, i ricercatori hanno scoperto che chi ha ricordato le volte in cui era già cascato nell’errore era disposto a spendere tanto quanto chi aveva resistito; ricordarsi di aver già scialacquato i soldi non ha tolto la voglia di rifarlo.

Il secondo tipo è più complesso: dopo aver commesso un errore il nostro cervello, nel momento di affrontare di nuovo quella scelta, si chiede cosa sia andato storto in passato, concentrandosi sullo sbaglio, distogliendo l’attenzione dalla scelta che si sta per compiere (e ripetere).

E poi c’è quello della memoria parziale, ricordare cioè soltanto il momento piacevole dell’esperienza passata: quanto siamo stati bene prima che si manifestasse lo sbaglio. Un meccanismo che abbiamo conosciuto guardando un milione di volte il finale di Se mi lasci ti cancello.

Immagine via Flickr