Cosa serve per diventare un genio?

Cosa serve per diventare un genio?

Genio si nasce o si diventa? A questa domanda molti studiosi hanno cercato per anni una risposta. 

Le ricerche sull’intelligenza finora hanno rivelato due cause fondamentali: l’ambiente e la genetica. Da una parte quindi le condizioni economiche ed educative e dall’altra il DNA sarebbero necessari per rendere una persona più intelligente.

Ma quando parliamo di intelligenza eccezionale, di genio, di cosa parliamo esattamente?

Prima di tutto partiamo da una premessa. Non sono le dimensioni del cervello a fare la differenza, ma la sua connettività: la funzionalità e la complessità delle sue sinapsi. Einstein ad esempio aveva il volume del cervello perfettamente nella media, ma a fare la differenza era la sua connettività straordinaria.

Un recente studio pubblicato su Molecular Psychiatry dal King’s College di Londra ha confrontato il genoma di 1409 persone dal quoziente intellettivo maggiore di 170 con quello di 3mila persone dal QI di 100.

Lo studio ha analizzato e confrontato tutte le varianti di ogni singola lettera del DNA di un gene. Il risultato è stato chiaro: non esiste nessun gene della genialità, ma è la somma di versioni positive di tanti geni che rende una persona straordinariamente intelligente.

Tutto nascerebbe dall’ereditarietà di queste varianti buone dei geni.

Il patrimonio genetico forma infatti il 60 percento della nostra intelligenza. Quello che è ancora più interessante è che il genoma ereditato contribuisce per quasi il 45 percento indipendentemente dall’intelligenza.

Questo significa che Nel DNA sono codificati numerosi tratti che ci permettono di avere successo al di là della singola disciplina: la motivazione, la personalità, la curiosità ecc.

Ereditare geni buoni non vuol dire essere condannati a un tipo di intelligenza immodificabile. Quello che si è capito da questo studio è che si devono adattare i piani di studio a ogni singola persona e a ogni tipo di intelligenza, così che tutti possano far emergere il loro potenziale.

Immagine tratta da Wikimedia