Esercitarsi venti minuti oltre il necessario incrementa di molto le nostre abilità

Esercitarsi venti minuti oltre il necessario incrementa di molto le nostre abilità

Quando impariamo a suonare uno strumento musicale, o uno sport, lo facciamo per gradi. Una volta raggiunto un livello procediamo all’altro: in questo modo le nostre abilità si incrementano costantemente. Secondo alcuni ricercatori, però, per aiutare la nostra mente a immagazzinare meglio le informazioni, la cosa migliore da fare sarebbe quella di soffermarci più del necessario.

Si chiama overlearning e si può tradurre con “sovrapprendimento”. Questa tecnica non implica un esercizio eccessivamente prolungato, ma, una volta completato l’apprendimento, eseguire un’ulteriore ripetizione.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, lo conferma. Il team di ricercatori, guidati dal professor Watanabe, ha svolto un esperimento semplice ma illuminante. I volontari che hanno partecipato sono stati divisi in due gruppi, l’obiettivo era quello di incrementare l’apprendimento di un test visivo.

Entrambi i gruppi hanno eseguito tre esercizi ma con modalità diverse. Il primo ha svolto un esercizio iniziale e una volta che i partecipanti avevano ben appreso fino all’ottavo livello si sono riposati e hanno eseguito un altro esercizio.

Il secondo gruppo invece di fare la pausa subito dopo l’ottavo livello ha ripetuto per venti minuti gli stessi esercizi nonostante non fosse necessario, prima di svolgere il secondo compito.

Il giorno seguente quando sono stati ripetuti i due test si è scoperto che il primo gruppo ricordava soltanto il secondo esercizio mentre del primo non ricordava nulla. Il secondo gruppo invece, che aveva praticato l’overlearning ricordava perfettamente il primo esercizio e molto bene anche il secondo.

“Questo accade”, ha spiegato il professore: “perché quando ci fermiamo durante l’apprendimento il nostro cervello è in modalità ‘pausa’ ma pronto a relazionarsi di nuovo con quell’esercizio”. Se noi lo cambiamo senza ripeterlo oltre il necessario, il cervello letteralmente sovrascrive su quelle appena acquisite le informazioni successive.

Per capirlo il team di ricercatori ha eseguito su tutti i partecipanti all’esperimento una risonanza magnetica: il cervello, nel momento in cui fermiamo l’apprendimento, rivela una grande quantità di glutammato (un neurotrasmettitore fondamentale che rende la nostra mente plastica e ricettiva). Quando invece ripetiamo lo stesso esercizio oltre il necessario diminuisce il glutammato e aumenta il GABA, uno stabilizzatore. È così che la nostra mente “consolida” le abilità acquisite ed evita di scriverci sopra.

Immagine via Flickr