Il primo esperimento di invisibilità completa

Il primo esperimento di invisibilità completa

Cosa faresti se sapessi di poter diventare completamente invisibile? È il caso di cominciare a rifletterci, perché oggi sappiamo finalmente cosa si prova. Arvid Guterstam, ricercatore svedese presso il laboratorio di Henrik Ehrsson del Karolinska Institute, ha testato la prima esperienza di invisibilità completa.

Il meccanismo è stato genialesemplice. Il soggetto scelto per l’esperimento è stato dotato di un visore per la realtà virtuale. Accanto a lui appeso a un’asta c’era un altro visore puntato verso terra. La cavia vedeva quello che vedeva il visore appeso all’asta, cioè il vuoto. Mentre il soggetto guardava il vuoto, Arvid davanti a lui reggeva in entrambe le mani due spazzole. Con una sfiorava la pancia del soggetto, l’altra la muoveva allo stesso modo, nel vuoto, sotto il visore dell’asta. In questo modo la cavia sentiva il solletico sulla sua pancia ma vedeva soltanto la spazzola senza il proprio corpo.

L’esperimento ha coinvolto 125 persone, e si è visto come ben sette persone su dieci percepivano davvero l’illusione di essere scomparsi.

Durante alcuni esperimenti Arvid ha sostituito la spazzola che oscillava sotto l’asta, con un coltello. Il pubblico che assisteva in sala all’esperimento aveva paura, mentre per il soggetto sul palco la sensazione di essere completamente invisibile si era talmente impossessata di lui che si era convinto di essere al sicuro nella sua invisibilità.

Positivamente sorpreso dalla perfetta riuscita dell’esperimento, Arvid ha capito che creare una esperienza extra corporea non è difficile come sembra. La sensazione di stare dentro il tuo corpo non è così solida. Il nostro “senso di sé“, la nostra coscienza, fluttua molto più liberamente di quanto immagini.

È il cervello a darci in continuazione la sensazione di essere parte di qualcosa di materiale, mettendo l'”io” dentro il corpo. Tutto quello che serve per diventare invisibile è annullare la corrispondenza ad esempio tra dove vedo che sono toccato e dove lo sento.

L’esperimento di Arvid e del suo team è di enorme importanza per il futuro della ricerca. Il team di Arvid si sta concentrando sulla riabilitazione delle persone che hanno subito amputazioni. Grazie a questo primo esperimento sarà infatti possibile spostare la sensazione del sé per far sentire le protesi come autentiche parti del proprio corpo.

Immagine via Flickr