Quali sono le parti inutili del nostro corpo?

Quali sono le parti inutili del nostro corpo?

Spesso pensiamo che il nostro corpo sia perfetto, una macchina che ha raggiunto la sua completezza proprio con noi e che l’evoluzione sia terminata

In realtà la scienza dice tutt’altro, l’evoluzione e gli adattamenti che ne seguono sono in continuo movimento, e anche se non ci sembra il nostro corpo conserva delle parti che oggi non ci servono più.

Una di queste, con cui prima o poi quasi tutti facciamo i conti, è il dente del giudizio. Sono quattro e spuntano intorno all’età della maturità. Una volta servivano ad agevolare la masticazione di cibi duri, non cotti. Ma oggi, purtroppo, quello che ci danno è soltanto dolore quando fuoriescono.

Il cambiamento di dieta, rispetto agli uomini primitivi, ci ha lasciato un altro segno: l’appendice. Oggi è suscettibile di infiammazioni e necessita ogni tanto della sua asportazione chirurgica.

L’utilità di un altro elemento non sembra ancora aver trovato una risposta convincente dalla scienza. Si tratta del capezzolo maschile. A che cosa serve? È un residuo che ci portiamo dal terzo mese di gravidanza, prima della differenziazione sessuale. Inspiegabile il fatto del perché non vanno via spontaneamente. Qualcuno parla di estetica, ma nella natura ciò che conta è soprattutto l’utilità.

Gli esseri umani, insieme ai primati, si distinguono dal mondo animale per le due palpebre, superiore e inferiore, che coprono gli occhi. Gli uccelli, i pesci, i rettili hanno una membrana trasparente che permette di essere sempre vigili. A guardare bene dentro l’occhio ne troviamo anche una terza di palpebra: la plica semilunaris. Si trova all’angolo dell’occhio, vicino la ghiandola lacrimale. Non serve a niente, ma ce l’abbiamo da milioni di anni.

L’osso che si trova alla fine della colonna vertebrale, il coccige, è diverso da tutte le altre vertebre che abbiamo. A vederlo con i raggi x sembra abbozzato, un prodotto scartato e in effetti lo è. Si tratta essenzialmente della coda che avevano i nostri antichi progenitori scimmieschi.

Restando sempre ai resti dei nostri antenati scimmieschi non possiamo non parlare dei peli. Tre milioni di anni fa i nostri avi ne erano completamente ricoperti, per proteggersi dalle condizioni climatiche, visto la mancanza di vestiti e i lunghi periodi di freddo. Oggi la loro lunghezza e diffusione non è più necessaria, tanto che alcuni di noi non ne ha neanche uno.

Rimanendo in tema pilifero, parliamo infine del muscolo erettore, quello che ci drizza i peli in maniera involontaria e ci fa venire la pelle d’oca. Una volta i nostri antenati usavano questo muscolo per spaventare i predatori, un po’ come succede con il pelo dei gatti: ma oggi a che serve, oltre a manifestare il piacere per una canzone romantica o una carezza inaspettata?

Immagine via Flickr