E se l'universo fosse un ologramma?

E se l'universo fosse un ologramma?

L’ipotesi che sta convincendo sempre più fisici in tutto il mondo è molto suggestiva: l’universo tridimensionale come lo conosciamo potrebbe in realtà essere un ologramma proiettato lungo un immenso orizzonte cosmico. In poche parole sarebbe un universo illusorio, come quello di Matrix.

L’ipotesi sta avendo così tanta fortuna tra gli scienziati perché sarebbe in grado di spiegare alcune incongruenze tra la relatività di Einstein e le scoperte di Planck sulla natura della materia.

Daniel Grumiller, fisico dell’Università Tecnologica di Vienna, ha pubblicato il primo studio in assoluto che proverebbe concretamente queste supposizioni. “Se fosse davvero così”, ha spiegato il fisico, “sarebbe un tassello importantissimo nella nostra conoscenza della realtà“.

Craig Hogan, direttore del Fermilab Center for Particle Astrophysics, è stato tra i primi a ipotizzare che l’universo sarebbe come uno “schermo video a quattro dimensioni” formato da minuscoli pezzetti simili a pixel di informazioni subatomiche, trilioni e trilioni di volte più piccoli degli atomi.

Il fatto che l’universo sia tridimensionale sarebbe quindi un difetto di vista dei nostri occhi che non riescono a cogliere la microscopica consistenza. Ma se potessimo avvicinare la faccia allo schermo dell’universo come a un televisore vedremmo i pixel che lo compongono.

Su quali sarebbero le conseguenze se quest’ipotesi venisse confermata gli scienziati sono cauti e tranquillizzano i più impressionabili. Proprio come le ipotesi avanzate nel caso del Big Bang, o nella scoperta di nuove altre galassie lontane anni luce da qui, non ci saranno cambiamenti effettivi sul nostro quotidiano.

Se confermata, però, l’ipotesi sarà comunque una nozione talmente profonda che ci costringerà a cambiare radicalmente la nostra percezione della realtà. Vivere all’interno di un ologramma vorrebbe dire annullare ogni differenza ad esempio tra i mondi virtuali che crei e che vivi su internet, attraverso avatar e giochi di ruolo, e la realtà come l’hai sempre conosciuta.

Immagine via Flickr