Le formiche sono davvero così laboriose?

Le formiche sono davvero così laboriose?

Le formiche nel nostro immaginario sono gli animali più laboriosi. Fin da piccolo ti hanno insegnato che loro, insieme alle api sono gli esseri che in natura si danno più da fare. 

Ricordi la favola di Esopo? Quella della cicala che cantava tutta l’estate senza preoccuparsi dell’inverno?

È vero, le formiche lavorano sodo e lo fanno in squadra. Ci sono precisi compiti da spartirsi, come il foraggiamento, la costruzione e la manutenzione della tana.

Un gruppo di ricercatori americano ha studiato da vicino come si spartiscono il lavoro nelle colonie, seguendo letteralmente i passi di ogni formica. L’oggetto dello studio è stata la Temnothorax rugatulus una piccola formica marrone che si trova nelle pinete del nord America.

Per capire come le formiche si muovessero e impiegassero il loro tempo, i ricercatori le hanno segnate tutte con puntini diversi di vernice colorata. Nel corso di 2 settimane una fotocamera ad alta definizione ha registrato i movimenti di queste formiche in 5 colonie diverse. Una volta constatato il movimento i ricercatori sono stati in grado di capire il comportamento.

La scoperta è stata notevole. Una parte di loro era “specializzata” proprio come la cicala di Esopo nel dolce far niente.

I dati sono stati chiari: soltanto il 3% della colonia lavorava instancabilmente. Il 72% era inattivo per la metà del tempo e il 25% addirittura non faceva nulla.

Per capire come sia possibile questa disuguaglianza i ricercatori hanno ipotizzato che si tratti semplicemente di un periodo di inoperosità. Le formiche avrebbero dei turni dettati dal ritmo circadiano. In parte è vero anche se le formiche lavoratrici pigre rimangono tali anche durante le loro ore di lavoro.

La seconda ipotesi riguarda l’esonero dal lavoro per quelle formiche reputate o troppo giovani o troppo vecchie. Per avere la certezza scientifica bisognerà aspettare futuri studi in grado di approfondire il tema, ma per ora una delle certezze più solide della nostra infanzia sta pericolosamente vacillando.

Immagine via Flickr