Perché i gusti in fatto di cibo cambiano da paese a paese?

Perché i gusti in fatto di cibo cambiano da paese a paese?

Quello che a noi può sembrare delizioso, in altri luoghi del mondo potrebbe non esserlo. I gusti sono gusti. Durante uno dei tuoi viaggi all’estero ti sarà sicuramente capitato di notare gli autoctoni mangiare piatti che tu ad esempio non avresti neanche mai assaggiato. La stessa cosa accade a molti turisti che vengono qui da noi, la maggior parte dei quali non sopporta, ad esempio, né l’odore, né la consistenza del formaggio.

Quello che ci rende prima di ogni cosa appetibile un piatto è l’ambiente che ci circonda. Capiamo che qualcosa è buono quando molte persone intorno a noi lo mangiano. E questo atteggiamento incrementa le differenze da regione a regione.

Alcuni nutrizionisti sono convinti che quello che rende “accogliente” un piatto siano la qualità delle spezie e gli aromi che contiene. Questi fattori rendono unica ogni cucina nel mondo. Per esempio, la combinazione di pomodoro, aglio, origano e olio di oliva è parte integrante della cucina italiana, mentre la mostarda, l’aceto e l’aneto fanno parte di quella tedesca. L’odore della salsa di soia e dello zenzero, invece, appartengono alla cucina cinese. Gli odori a cui siamo abituati rendono la nostra cucina una “zona sicura“.

Altri ricercatori invece hanno avanzato l’ipotesi che il cibo apparentemente non commestibile lo diventi soltanto se si supera “un primo ostacolo“. Ad esempio, un cetriolo di mare è una prelibatezza che può costare più di 100 euro eppure a un palato occidentale, all’inizio, la consistenza è simile a quella di un tubo di plastica. Ma se ci pensiamo bene anche noi, nella nostra cucina, non mangiamo soltanto cose gradevoli o naturali. Nella nostra bocca sono presenti ricettori, ad esempio, che ci avvertono quando mangiamo qualcosa di amaro, sinonimo per il nostro cervello di qualcosa di velenoso. Eppure molti di noi bevono quotidianamente caffè senza zucchero o mangiano cioccolato fondente.

Bisognerebbe affidarsi a quello che il ricercatore della Columbia UniversityCharles Zuker, ha chiamato “masochismo benigno“. Lasciarsi andare all’eccitazione del “pericolo” (finto), come ci succede quando mangiamo cibo molto piccante o vediamo i film horror: per il gusto di aver paura.

Immagine via Flickr