Il modo migliore per smascherare un bugiardo

Il modo migliore per smascherare un bugiardo

Sarà capitato anche a te di leggere uno di quegli articoli di approfondimento in cui si spiega come riconoscere chi mente. Magari osservando il linguaggio del corpo o i movimenti degli occhi. Ma a quanto pare queste teorie non portano grandi risultati nella vita reale.

Secondo uno studio di qualche anno fa, condotto da Michael G. Aamodt, le possibilità di riconoscere un bugiardo seguendo queste tecniche sono solo 50 su 20mila. Nonostante sia dimostrato che mentire susciti nelle persone delle reazioni emotive che spingono a tic e gesti nervosi, la varietà delle reazioni umane è troppo grande per individuare un “dizionario delle bugie“.

Secondo Thomas Ormerod, professore di psicologia all’università del Sussex, esperto che lavora per garantire la sicurezza negli aeroporti e che deve fronteggiare quotidianamente il problema di riconoscere chi mente, il segreto non sta nella comunicazione non verbale. Proprio perché è troppo difficile ottenere dei riscontri oggettivi su chi sta mentendo e chi è semplicemente innervosito dal confronto.

Dopo aver messo in pratica tutte le tecniche possibili, Ormerod ha studiato una strategia basata sul dialogo e il linguaggio. E cioè fare in modo che sia proprio chi sta mentendo a sbugiardarsi da solo.

Facendosi aiutare da un collega, Coral Dando dell’Università di Westminster, Ormerod ha ideato un questionario. Che mira a mettere in difficoltà l’interlocutore riguardo alle proprie bugie.

Il questionario anti-bugiardi

La tecnica di base è quella di sottoporre all’intervistato una serie di domande aperte. Che mirano a farlo sbilanciare, per poi continuare con domande repentine e a sorpresa per cercare di farlo andare in contraddizione. O in confusione.

Questa tecnica è basata sul principio del “carico cognitivo“. Quando una persona mente tende a fornire una storia semplice e razionale, che sia in grado di spiegare rapidamente quello che in realtà vorrebbe coprire con la menzogna. Mettendolo alle strette, magari chiedendole di ricostruire a ritroso quello di cui sta parlando (come ad esempio il racconto di come è arrivata nel luogo in cui è) però, si riuscirà a trovare una falla in quello che sta dicendo. O comunque a metterlo in difficoltà.

Nel farlo, però, è importante mantenere sempre la calma, e non far capire all’interlocutore che stiamo cercando di smascherarlo.

I segnali principali dei bugiardi

Uno dei segnali principali del fatto che una persona sta mentendo, secondo la teoria di Ormerod, è il cambio di fluidità nel racconto. Come abbiamo detto, solitamente i bugiardi costruiscono una storia credibile e sono abbastanza prodighi di parole nel raccontarla. E nel fornire dettagli che avvalorino la storia. Se però il carico cognitivo li sta mettendo in difficoltà, cominceranno a intimorirsi. E a rispondere con frasi brevi o addirittura a monosillabi.

Una persona che dice la verità, invece, se non avverte che sei ostile nei suoi confronti, tenderà a mantenere sempre lo stesso tono. E la stessa fluidità di parole durante il suo racconto. Semplicemente perché non gli provoca alcuno stress cognitivo. Sta riferendo qualcosa che ha visto o vissuto e che sa essere vero.

Potrà sembrare una tecnica abbastanza scontata, ma gli studi condotti da Ormerod hanno dimostrato che sono efficaci nel riconoscere un bugiardo nel 70% dei casi. Insomma, la prossima volta che hai il sospetto che qualcuno ti stia raccontando una bugia, non osservare le sue mani e le sue pupille, ma lascialo parlare.

Immagini: Copertina di Ben White