Spartathlon: intervista a Massimo Ciocchetti per la corsa della sua vita

Spartathlon: intervista a Massimo Ciocchetti per la corsa della sua vita

Abbiamo già parlato della Spartathlon, una ultramaratona lunga 246 chilometri, da percorrere in un tempo massimo di 36 ore, con partenza da Atene e arrivo a Sparta.

A pochi giorni di distanza dalla partenza, fissata per il 30 settembre, intervistiamo Massimo Ciocchetti, trentenne romano che ha deciso di intraprendere questa difficile gara.

massimo ciocchetti maratona 2

Non possiamo non partire dall’importante sfida che ti stai preparando ad affrontare: la Spartathlon. Appuntamento per il 30 settembre ad Atene. Ci vuoi raccontare cos’è e perché hai deciso di partecipare?

M.C: Per gli amanti dell’ultramaratona Spartathlon è come un’Olimpiade, un sogno, un’ambizione da toccare almeno una volta con mano. Ho provato lo scorso anno, ma ho trovato le porte di accesso sbarrate, quest’anno mi è andata meglio e potrò rappresentare al meglio il mio paese essendo anche il più giovane concorrente della mia nazione.

Alla manifestazione si partecipa avendo ottenuto tempi validi in gare accreditate (più o meno come per le Olimpiadi).
Sono presenti atleti di ogni nazione, ma non in egual numero per ogni paese perché l’organizzazione greca organizza a suo piacimento.
I partenti sono circa 300, gli arrivi dal 30 al 50% dei partecipanti e il tempo massimo per portarla a termine è di 36 ore.

Ogni 4 o 5 km “il Greco” ti presenta un cartellone che prende il nome del cancello che si oltrepassa e ti indica se sei ancora in gara e per quanto tempo lo sarai.
Tali cancelli chiudono ad un’ora stabilita dall’organizzazione, 2 minuti in ritardo e sei fuori.
I partecipanti non percepiscono stipendi da esercito, Polizia, Guardia di Finanza o Carabinieri, anzi lo stipendio lo spendono per scarpe, volo, pettorale e assistenza.
Medaglia di partecipazione a parte, non ci sono premi consistenti per i primi, neanche il pettorale gratis per l’anno successivo, ma c’è ben altro.

All’arrivo si beve tutti dalla stessa ciotola – dovrebbe essere la sacra acqua di Sparta ma in realtà lì c’è solo un fiumicello putrido – con la testa adornata da un ramo d’olivo.
L’atleta viene poi preso e disteso: in quel momento si scrive la leggenda di Sparta, ad occhi chiusi ti ritrovi al centro dell’Olimpo con in mano la bandiera del tuo paese, gli Dei in piedi ti rendono omaggio. La cerimonia dura 1 minuto, quello è il tuo momento di gloria, il motivo per cui hai attraversato una nazione correndo.
La tappa successiva è il risveglio, in quel momento prendi coscienza di aver compiuto un’impresa di eccezionale valore atletico ed umano.
Da quel momento cominceranno a chiamarti “Spartano” e quello è per sempre.

CIOCCHETTI_MASSIMO_Mosca

Come ti stai preparando fisicamente e psicologicamente per questa avventura sportiva?

M.C: Più che un programma di allenamento, ho seguito l’istinto, dando molto valore ai segnali che il corpo ogni giorno e al termine di ogni settimana mi inviava. A differenza degli altri anni in cui davo per scontato il recupero vista anche la mia giovane età, per questa avventura ho optato per qualcosa di diverso, ho dato infatti molta più importanza al recupero, anche quando sulle mie tabelle di lavoro era prevista un’uscita.
Nello sport dove è richiesta resistenza psicofisica per oltre 24 ore diventa fondamentale, forse più dell’aspetto fisico, l’atteggiamento mentale. Nella preparazione a questi eventi è necessario allenare la mente in questa direzione, per farlo ci sono diversi sistemi e non tutti si adattano allo stesso modo ai vari individui. In realtà per trovarsi in atteggiamento mentale vantaggioso, occorre anche un po’ di fortuna, cioè un momento della vita dove gli agenti esterni come famiglia, lavoro e quant’altro, abbiano un’influenza o positiva o almeno nulla.

Come si svolgerà la gara a livello tecnico: correrai da solo, in gruppo, ti seguirà qualcuno durante le tappe?

M.C: 246 Km, 3800 mt. di dislivello, 36 ore di tempo massimo, 75 punti di controllo con cancello orario (o si arriva entro una certa ora o si è fuori senza se e senza ma). Vietato qualsiasi supporto psicologico, cellulari, mp3, o anche solo farsi accompagnare da qualcuno. Si può avere assistenza solo in determinati punti prestabiliti dall’organizzazione, giudici severissimi. Questi sono i numeri crudi, ma per capire cosa sia la Spartathlon, bisogna viverla.
La Spartathlon è una gara di ultramaratona a tappa unica.

Si parte dall’Acropoli di Atene alle ore 7:00 locali (06:00 italiane) di venerdì 30 settembre e l’arrivo è fissato entro e non oltre le ore 19:00 (18:00 italiane) del giorno seguente.
Per la prima volta avrò un’assistenza tutta mia, due persone speciali che mi seguiranno e mi aiuteranno, in punti ben stabiliti in quella che sarà la mia “prima Olimpiade”. Ci saranno il compagno di avventure Salvatore Gorgone e mio zio Giuseppe Giampaolo, per gli amici Pino, il quale per la prima volta si cimenterà in una esperienza del genere.
Non ho un piano ben preciso, una volta dato il via, le mie gambe troveranno il giusto ritmo per portarmi sino ai piedi di Leonida.

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A cosa penserai durante la gara e in generale a cosa si pensa quando si corre per così tanto tempo?

M.C: Non ho riti, nè seguo filoni di meditazione particolari, cerco di correre felice e spensierato non pensando agli eventi che mi si presenteranno, come i fastidi muscolari e la stanchezza, ma bensì cogliendo tutti gli aspetti positivi della gara, dal paesaggio ai compagni di avventura, dal servizio di assistenza ai checkpoint: insomma cerco di rendere la mia testa libera da pensieri.
Mi capita a volte di pensare agli amici, ai miei allievi, a ciò che sarà una volta finita la competizione, a cosa sarò io il giorno dopo la competizione, insomma cerco anche una via di fuga verso un futuro a me sconosciuto.

Hai iniziato a praticare sport all’età di 5 anni e da allora non ti sei più fermato: prima il calcio e poi la corsa. Come ti sei avvicinato a quest’ultima disciplina e perché hai deciso di continuare a seguirla?

M.C: Ho giocato a calcio fino ai vent’anni, fin quando ho deciso di dedicarmi allo studio iscrivendomi all’Università. Sono stati anni bellissimi che non dimenticherò mai. La corsa è stata una conseguenza di quello che già facevo.
Non l’ho cercata, né voluta forzatamente, ma mi si è presentata e ho saputo cogliere la palla al balzo divenendo quello che sono ora. Ho continuato a correre perché oltre a regalarmi gioia, libertà e serenità, mi ha permesso di guardare il mondo con occhi e ottiche differenti. Non smetterò mai di ringraziare tutte quelle persone che mi hanno permesso di conoscere il mondo correndo.

massimo ciocchetti gara al colosseo
Pensando ad un film cult come Forrest Gump e alla corsa del protagonista durata 3 anni in giro per l’America, non posso non ricordare cosa rispondeva a chi gli chiedeva: “Perché corri?” e lui molto serenamente: “Avevo voglia di correre!”. In realtà aveva dato una speranza alla persone che si univano a lui e motivato chi non credeva in se stesso … Tu perché corri?

M.C: Corro da oltre 3 anni ormai e agli amici, non runner naturalmente, che mi vedono e che mi seguono su FB, mi hanno chiesto più volte perché lo facessi. A questi ho dato sempre la risposta più ovvia e veloce: “Perché mi diverto e mi fa sentire bene.”
Una risposta più che semplice che però ha motivato e dato grinta alle persone più sedentarie e questo mi ha reso molto orgoglioso.

Forse qualcuno leggendo la tua storia vorrà intraprendere questa disciplina, oppure non avrà il coraggio di farlo. Visto che sei anche un preparatore sportivo, cosa ti senti di consigliare a queste persone?

M.C: Sono convinto che lo sport, qualsiasi esso sia, può cambiarci e non solo fisicamente. Praticare un’attività, all’aria aperta o meno, ci permette di confrontarci con noi stessi e con altri come noi. Una terapia a specchio dove rivediamo tutto di noi e così facendo sappiamo meglio chi siamo e cosa vogliamo essere.
Lo sport è ossigeno e si sa dove c’è aria c’è libertà, libertà di pensare, riflettere, crescere come individui, ricordandoci sempre che è anche un toccasana per la nostra salute.

Immagini: di Gianfranco Bartolini

Sponsor: Centro di Podologia Fabrizio Ottaviani, BvSport, Noene, Sziols, Centro di Fisioterapia “YOUFISIO” di Alessio Paganelli, Massaggi Benessere di Roberto Tiberi, Osteopata Dr. Gabriele Benedetti