Secondo questo insegnante la scuola annulla la creatività dei bambini

Secondo questo insegnante la scuola annulla la creatività dei bambini

Durante questa conferenza di TED l’insegnante Ken Robinson ha tenuto banco per venti minuti con un discorso, il più visto di sempre, sulla scuola che uccide la creatività dei bambini.

In che modo?

“Tutti siamo interessati all’istruzione perché è qualcosa che ci tocca profondamente. E a lei affidiamo i nostri figli per il futuro incerto”, dice Ken.

I bambini hanno dentro di loro enormi talenti, che rischiamo di sprecare senza pietà. “La creatività è tanto importante quanto l’alfabetizzazione e le dovremmo trattare alla pari”.

Ken riporta alcuni esempi estremamente divertenti che rapiscono il pubblico.

Il primo è quello di una bambina di sei anni che a scuola sta facendo un disegno su un foglio di carta. La maestra le si avvicina e le chiede cosa sta disegnando e lei risponde: Dio.

La maestra risponde: “ma nessuno sa che aspetto abbia” e la ragazzina senza scomporsi e togliere gli occhi dal disegno le dice: “Lo sapranno tra poco“.

Quello che critica Ken è il sistema gerarchico delle materie scolastiche. In cima ci sono la matematica e la lingua e poi in fondo l’arte e ancora più giù la musica e poi la recitazione e la danza.

Non esiste sistema educativo sul pianeta che insegni danza ai bambini ogni giorno, così come insegna la matematica. Perché?”, si chiede Ken.

Attenerci ancora a queste gerarchie creerebbe un bel problema nei prossimi trent’anni, dato che, secondo quanto riportato dall’UNESCO si laureeranno più persone al mondo di tutte quelle che si sono laureate dall’inizio della storia.

Poi il discorso di Ken volge al termine con alcune riflessioni sull’intelligenza umana. “Sappiamo tre cose: è varia, è dinamica, è distinta”.

Bisogna lasciare allora che i propri figli scoprano il loro talento, proprio come Gillian Lynne. L’ultimo esempio del discorso di Ken.

Gillian è una coreografa che ha lavorato per CatsIl fantasma dell’opera ed è stata a capo della Royal Ballet. Ma quando era piccola i genitori decisero di portarla in visita da uno psichiatra perché non riusciva a concentrarsi a scuola.