La misofonia: il disturbo di chi odia sentire masticare

La misofonia: il disturbo di chi odia sentire masticare

Ti infastidisce sentire il tuo amico che mastica patatine?
Oppure il collega che sbadiglia di continuo accanto alla scrivania?
Potresti essere affetto da misofonia.

La misofonia, che letteralmente vuol dire “odio per i suoni”, è un disturbo psicologico che colpisce il 20% della popolazione e non è conosciuta da molti. Solitamente si presenta intorno all’adolescenza (13-14 anni) e può essere ereditaria.
Consiste nel provare fastidio ad ascoltare rumori che solitamente sono innocui come sentire gente che mastica cibi croccanti, che sbadiglia, che tira su con il naso, che mastica una chewingum, che respira fortemente.

Attualmente, questo tipo di fastidio è stato catalogato come disturbo del sistema nervoso centrale e solo un centro in Europa, l’Academic Medical Center (AMC) di Amsterdam, si sta occupando di approfondire gli studi a riguardo.

Dalle ricerche del centro è emerso che alcune persone affette da disturbo molto forte provano addirittura dolore nell’avvertire alcuni rumori e le reazioni possono essere anche esagerate: alcuni possono innervosirsi al punto da non riuscire a pranzare con altra gente al tavolo e a isolarsi completamente, altri possono avere reazioni fisiche come picchiare chi sta producendo il rumore – come si racconta in un articolo comparso sul New York Times.

La misofonia potrebbe sembrare apparentemente un disturbo semplice ma in certi casi condiziona lo svolgimento della routine quotidiana: non si riesce più a stare in pubblico, tanto che si avverte anche il deglutire della saliva di alcune persone che sono vicino.

Al momento non esiste una cura specifica per la misofonia, ma l’Academic Medical Center (AMC) di Amsterdam sta provando a studiare una terapia psicologica che dia la possibilità di eliminare il nesso che c’è tra i suoni fastidiosi e le emozioni negative che essi provocano. In effetti, come riporta il prof. Ralli su l’Huffington Post il problema ha origine dal cervello e non dall’orecchio, per cui bisogna rieducare (o educare del tutto) il cervello a non percepire alcuni suoni come una distorsione della realtà.