Gli insetti sono davvero il cibo del futuro?

Gli insetti sono davvero il cibo del futuro?

Siamo abituati a guardare con una certa riluttanza determinati alimenti, anche quelli di cui si fa uso in paesi diversi dal nostro, ma la verità è che la nostra percezione del cibo dipende in buona parte da fattori culturali.

Prendiamo gli insetti ad esempio: probabilmente, nonostante anche a te sarà capitato di leggere articoli in cui vengono definiti “il cibo del futuro”, non li troverai esattamente invitanti.

Eppure gli esempi di piatti entrati nella nostra alimentazione dopo essere stati visti con sospetto sono innumerevoli.

È il caso dell’aragosta: oggi pensiamo che sia una prelibatezza, ma fino a un momento imprecisato dell’Ottocento era considerata un alimento per i ceti bassi, consumato solo dai poveri e dagli internati.

Negli Stati Uniti, le valanghe di aragoste che ricoprivano le spiagge della costa est dopo le mareggiate erano soltanto una spiacevole seccatura e venivano tritate per essere sfruttate come fertilizzante.

C’era addirittura una legge che proibiva di dare aragosta ai detenuti per più di una volta a settimana, perché veniva considerato quasi inumano.

Questo fa capire come l’idea che abbiamo del cibo possa mutare nel tempo, e potrebbe benissimo accadere anche per gli insetti.

Che fanno già parte della dieta quotidiana di due miliardi di persone nel mondo: 36 paesi africani, 23 nelle americhe, 29 in Asia, e 11 in Europa.

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Inoltre, secondo la Bibbia e le usanze degli antichi romani, gli insetti erano già parte della nostra alimentazione, e sono ancora presenti in quella di tutti: nel cioccolato, nella frutta, nelle salse di pomodoro, e in molti altri alimenti.

Gli insetti, poi, sono estremamente nutrienti: sono ricchi di fibre, minerali, grassi essenzialie apportano fino all’80 percento delle proteine biodisponibili.

Anche il sapore potrebbe rivelare qualche sorpresa: le locuste, che probabilmente sono gli insetti più consumati nel mondo, avrebbero un sapore neutro che si sposa praticamente con tutto; la mosca domestica al palato ricorda la panna; le larve fritte sono simili allo speck cotto, e così via.

Al momento però, nonostante gli articoli che descrivono gli insetti come il cibo del futuro, siamo ancora molto lontani da una realtà in cui essi potrebbero entrare a far parte della nostra dieta.

Ma il punto è che quello che adesso giudichiamo inaccettabile potrebbe un giorno rappresentare semplicemente un modo per ampliare ed arricchire le sfumature e i sapori della nostra cucina.
Immagini via Flickr, Flickr