I modi in cui il nostro corpo cambia la percezione delle cose intorno a noi

I modi in cui il nostro corpo cambia la percezione delle cose intorno a noi

I nostri occhi sono uno strumento indispensabile per vedere il mondo. Ma quella che abbiamo davanti è davvero la realtà? Quando dobbiamo interagire con le cose che ci circondano, le distanze, le misure, la loro consistenza fisica è uguale per tutti o è una questione soggettiva?

Secondo la psicologa cognitivista della Colorado State University, Jessica Witt, la realtà sarebbe una questione di percezione. Durante una conferenza a Washington, la ricercatrice ha spiegato in che modo le nostre abilità fisiche riescono a cambiare il modo in cui vediamo le cose, permettendoci di esercitare un controllo soggettivo sulle cose.

I risultati più evidenti si riscontrano ovviamente nel mondo dello sport, quando l’abitudine e l’allenamento affinano la destrezza degli atleti. Secondo uno studio condotto dalla professoressa qualche anno fa, i giocatori di baseball professionisti vedono le palle da gioco più grandi rispetto alla norma. Stessa cosa accade con i giocatori di golf e le buche percepite più grandi e più abbordabili rispetto alla misura percepita dai semplici osservatori.

Gli atleti che praticano il Parkour, quell’attività che consiste nell’attraversare agilmente muri e ostacoli di vario tipo, in un altro studio, hanno dimostrato di avere una percezione delle altezze diverse dalla norma, percependo come più bassi i muri che in realtà non lo sono.

La percezione non coinvolge soltanto gli sportivi ma anche gesti quotidiani, come ad esempio raggiungere il telecomando sul divano. Generalmente, secondo questa ricerca, si è scoperto che le persone sovrastimano la distanza quando gli oggetti sono lontani e sottostimano quando gli oggetti sono vicini. Quando vengono dotati di un bastone che gli permette di raggiungere gli oggetti lontani la loro percezione delle distanze cambia nuovamente, e gli oggetti che sembravano troppo lontani diventano troppo vicini.  Per rimanere in tema “protesi“, anche quando un escursionista che indossa un pesante borsone si trova a scalare una collina la percepirà, visto il peso sulle spalle, più ripida di quanto non sia.

L’ultimo esempio che la professoressa Witt ha mostrato è stato quello riguardante le persone obese. Le cose per loro appaiono più lontane. Confrontando le distanze percepite dalle persone di peso normale o moderatamente sovrappeso chi pesa 90 chili in più della norma addirittura le raddoppierebbe. Questo rende l’attività sportiva ancora più difficile per loro, a causa di questa percezione distorta e demoralizzante.

Immagine via Flickr