Secondo questo studio il movimento degli occhi rivela cosa pensi

Secondo questo studio il movimento degli occhi rivela cosa pensi

Si dice spesso che gli occhi siano lo “specchio”, o, con un immagine un po’ più suggestiva, la “finestra” dell’anima.

Lo scriveva anche Leonardo Da Vinci. Così parlava invece Socrate, nel “Fedro” di Platone.

Come un soffio di vento o un’eco, rimbalzando da superfici levigate e solide, giunge di nuovo al punto di partenza, così il flusso della bellezza torna di nuovo all’amato passando attraverso gli occhi, che sono la via naturale per arrivare all’anima.

In un certo senso è proprio così. Ma, d’altra parte, la vista è anche la principale “finestra” del mondo esterno aperta verso di noi. Grazie all’apprato visivo otteniamo informazioni sul mondo circostante. Le immagini si formano nella retina, e il nervo ottico le invia sotto forma di segnali elettrici al cervello, che li elaborerà.

Gli occhi in movimento

Gli occhi sono in movimento perpetuo. Quando leggi un libro, ad esempio, gli occhi compiono micromovimenti rapidissimi, detti saccadi. In linea generale, ti permettono di “inquadrare” nella zona di massima sensibilità retinica (fovea) le zone più rilevanti di ciò che osservi. Se entri in una stanza, i movimenti saccadici si compiono ugualmente, con maggiore ampiezza. Quando cammini, invece, gli occhi compiono movimenti involontari che compensano il movimento della testa e rendono “stabile” l’immagine trasmessa al cervello. Anche durante la fase del sonno REM (rapid eye movement), i nostri occhi compiono una serie di rapidi movimenti.

Le nostre capacità cognitive sono legate al nostro corpo: la mente, secondo alcuni cognitivisti, è “embodied“. Gli occhi e il loro movimento rivelerebbero anche qualcosa di interessante sulla nostra memoria, e sull’interpretazione di concetti astratti. Ad esempio, come è stato dimostrato, sono in grado di rivelarequale numero stai pensando.

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Dove guardi dice cosa pensi

“La posizione degli occhi predice il numero che stai pensando”. Sembra la sfida al pubblico di un mago da fiera, invece è il titolo di uno studio scientifico. Il ricercatore Tobias Loetscher della University of South Australia, ha raccolto 12 volontari e ha fatto un esperimento. Con l’intenzione di dimostrare che la posizione degli occhi riveli la natura delle scelte sistematiche compiute dal cervello nell’atto di generare “numeri a caso”. Ai volontari ha chiesto di pronunciare una lista di 40 numeri da 1 a 30 che fosse più casuale possibile.

Eppure, spiega Loetscher, nonostante che lo scegliere numeri a caso sembri un’attività banalissima, è virtualmente impossibileprodurre una sequenza di numeri davvero casuali. La scelta è influenzata dai numeri precedentemente generati (in questo caso: pronunciati). Sono stati misurate, numero dopo numero, la posizione verticale e orizzontale degli occhi dei volontari. Tramite la misurazione, gli scienziati sono stati in grado di annunciare con sicurezza (prima che il numero fosse pronunciato) le dimensioni del numero.  Un movimento a sinistra e in basso indicava un numero più basso del precedente. Viceversa, sguardo spostato in alto a destra indicava un numero più alto del precedente.

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Occhi e memoria

In seguito è stato condotto un altro esperimento all’Università di Lund, “Tracking the mind’s eye”: è stato scoperto che il movimento dello sguardo facilita la memoria. Alcuni ricercatori svedesi hanno chiesto a 24 persone di guardare la disposizione di alcuni oggetti in un monitor di un computer per diversi secondi. Il gruppo è stato poi diviso: da una parte i soggetti che potevano muovere tranquillamente gli occhi, dall’altra quelli che dovevano mantenere lo sguardo fisso su un punto. Chi poteva muovere gli occhi, ricreando nella propria mente la disposizione degli oggetti nel monitor, è riuscito a ricordare meglio.

Insomma, se gli occhi per la scienza non sono lo specchio dell’anima, sono sicuramente una finestra sui processi mentali. Studiare in maniera più approfondita l’argomento potrebbe portare a scoperte sempre più sensazionali. Come risalire soltanto attraverso lo sguardo a cosa la nostra mente ha voluto rimuovere e dimenticare.

Immagine: Copertina