Musica in gravidanza: cosa devono ascoltare mamma e bambino?

Musica in gravidanza: cosa devono ascoltare mamma e bambino?

“La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori” diceva Johann Sebastian Bach e pare sia un antidoto alla tristezza, alla malinconia e aiuti a sfogare le emozioni.
La musica sfodera i suoi effetti benefici anche durante la gravidanza e giova sia al piccolo che alla mamma.

Primo assunto da considerare: il bambino, anche se è nella pancia, ascolta e percepisce tutti gli stimoli esterni e in particolar modo quelli provenienti dalla sua mamma che siano emozioni, che siano suoni o vibrazioni.

A partire dalla 23esima settimana, il feto è in grado di percepire con l’udito quello che è attorno a lui nel liquido amniotico – tutti i rumori che provengono dallo stomaco o dal cuore della mamma, anche lo scorrere del sangue – e quello che viene dall’esterno.

Per via del liquido amniotico il bambino percepirà i suoni ovattati e soprattutto le basse frequenze che riescono a oltrepassare la placenta.
Se la mamma è in grado di emozionarsi positivamente, di questi benefici ne gioverà anche il piccolo.
Addirittura, alcuni sostengono che il piccolo respiri a ritmo con la musica che ascolta e che gradisce.
Qual è, dunque, la musica da ascoltare in gravidanza?

In generale, è bene preferire musiche rilassanti.
Il mito della musica classica, che pare faccia bene al piccolo, non è una leggenda.
È consigliabile prediligere musicisti come Mozart che nelle loro composizioni classiche hanno adottato melodie più rilassanti, e non suoni vigorosi come quelli utilizzati da Bach.
Per i primi mesi di gestazione, largo alle emozioni: sarebbe opportuno ascoltare tutto quello che piace ed entusiasma personalmente perché il feto coglie ogni sensazione della mamma, e se la madre è in grado di provare sentimenti, il piccolo ne è partecipe a 360° come se quell’emozione fosse sua.

Evitare la musica troppo alta e assordante o troppo spigolosa, come ad esempio il metal: il piccolo potrebbe avvertirlo come un rumore e disturbarsi. Altro dettaglio fondamentale: non poggiare le cuffie sulla pancia, la musica diffusa a distanza così ravvicinata risulta molto assordante e sovrastimola la percezione sonora del piccolo.
Il liquido amniotico è già un ottimo conduttore di onde sonore.