Tutte le cose incredibili che possono fare i nostri occhi

Tutte le cose incredibili che possono fare i nostri occhi

Il senso in assoluto più sviluppato, nell’uomo, è la vista: i nostri occhi sono capaci di uno spettro enorme di colori e una nitidezza formidabile. Ci sono addirittura persone in grado di andare oltre e percepire uno spettro ancora più ampio di colori.

In realtà, però, la nostra vista si riduce a un assorbimento di particelle di luce, dette fotoni: particelle che vengono recepite da oltre 126 milioni di cellule fotosensibili situate nell’occhio umano.

Ovviamente, anche la nostra vista ha delle limitazioni: non siamo ad esempio in grado di vedere le onde radio. “Tutto ciò che si può scorgere ha una soglia, al di sopra della quale si può vedere e al di sotto della quale non si può”, dice Michael Landy, professore di psicologia e scienze neurali alla New York University.

L’intensità e la tipologia dei colori che vediamo, quindi, sono interamente dovute allo spettro d’onda in cui li recepiamo.

Nell’occhio umano ci sono due tipi di cellule fotorecettrici: i coni e i bastoncelli. I coni individuano i colori, e i bastoncelli ci permettono di vedere una scala di grigio in condizioni di oscurità.

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Esistono tre tipi di cellule cono, ognuna con una particolare sensibilità ad una determinata lunghezza d’onda: lunga, media, corta. Le lunghezze d’onda corte le percepiamo come blu, quelle lunghe come rosso, mentre quelle intermedie e le loro combinazioni coprono tutti i colori dell’arcobaleno.

Ogni tipologia di cono può recepire circa 100 tonalità di colore, quindi, considerando le combinazioni dello spettro, i nostri occhi sono in grado di riconoscere circa un milione di colori. In realtà, però, come spiega il professor Landy “l’interpretazione di un colore, in una certa misura, è un fattore molto soggettivo.”

Mentre i coni hanno bisogno di un certo quantitativo di fotoni per analizzare lo spettro d’onda, ed è per questo che durante l’oscurità i colori diminuiscono e ci sembrano diversi, i bastoncelli possono attivarsi recependo anche un solo fotone.

Ma ecco qui la vera magia: non esiste un limite preciso alla distanza o alla grandezza che l’occhio umano può raggiungere. Finché un oggetto di qualsiasi dimensione o distanza trasferisce un fotone a una cellula della retina, noi lo possiamo vedere.Alcuni test hanno dimostrato che la fiamma nitida di una candela in una notte buia può essere visibile anche a 48 chilometri di distanza. L’importante è che, per quanto lontano, l’oggetto trasmetta il numero di fotoni necessario perché le cellule fotorecettrici si attivino.

E, se ci si pensa bene, un esempio concreto di questo è facilmente dimostrabile: alcune stelle distano 2,5 milioni di anni luce dalla Terra, ma durante la notte sono facilmente visibili.

Oltre a tutto questo, però, esiste anche la chiarezza con cui siamo in grado di riconoscere gli oggetti: e qui entra in gioco l’acutezza visiva.

L’acutezza visiva è la capacità di discernere i dettagli di un certo oggetto, come linee e punti separati, e non solo di riconoscerlo. I test ottici per la miopia si basano su questo: a quale grado di riduzione dell’immagine l’occhio non è più in grado di riconoscere uno spazio bianco e scambiare una F per una P?

Alcuni studi hanno dimostrato che il meglio che i nostri occhi possono fare è di riconoscere alcuni dettagli anche a 120 pixel per grado d’arco (un’unità di misura angolare). Insomma: i nostri occhi sono strumenti quasi chirurgici.

Foto: Copertina | 1