Qual è l'ora giusta per andare a dormire?

Qual è l'ora giusta per andare a dormire?

Quando eri piccolo e i tuoi genitori ti mandavano a dormire alle nove e mezza non ti rendevi conto di quanto fossi fortunato. Anzi, eri piuttosto scocciato.

Eppure, secondo un recente studio, a dormire meglio di tutti sono i bambini di otto anni, perché hanno orari regolari. Peccato che crescendo finisci col dimenticarti come farlo bene.

Da sempre gli scienziati si sono interessati alle nostre abitudini notturne, e i loro studi hanno avuto le conclusioni più diverse: il sonno può cambiare da persona a persona, si basa sull’età, sulla genetica ecc.

Una cosa è certa: il sonno non determina soltanto la produttività e l’efficienza nel lavoro ma anche la nostra serenità e felicità.

Rapportarci agli altri, confrontare l’efficienza dei colleghi d’ufficio e contare le ore di sonno, però, non ci aiuta a trovare l’abitudine giusta. Costringersi ad andare a dormire a una determinata ora è inutile.

Rafael Pelayo, professore di medicina del sonno alla Stanford School of Medicine, ha spiegato come funziona il sonno negli esseri umani e suggerito come riposarsi nella maniera più soddisfacente possibile.

Una delle credenze più diffuse sul sonno è quella che dice che dormire è un po’ come ricaricare le batterie, e quindi più si dorme più la mattina dopo si sarà carichi per affrontare la giornata. Non è vero.

I livelli di lucidità e veglia infatti non sono costanti come possiamo immaginarci: non basta dormire tanto per essere più svegli. Sono in gioco fattori molto più profondi, dalla nostra evoluzione all’istinto di sopravvivenza.

Sentirsi più svegli a metà mattina e più assonnati dopo il pranzo non dipende dal cibo, spiega Pelayo, ma dai nostri avi che hanno sviluppato millenni fa i cicli di sonno basandosi sui momenti ad “alto rischio”.

Essere più svegli a metà mattina permetteva di essere più vigili in caso di attacchi da parte di animali feroci. Al contrario, addormentarsi dopo pranzo era possibile perché il rischio di attacchi era di gran lunga più basso.

Il nostro ciclo del sonno, oggi, prevede un risveglio di alcuni secondi ogni 90 minuti, perché anticamente era necessaria una veglia seppur breve durante la notte per evitare i pericoli improvvisi.

Addormentarsi prima di mezzanotte invece che dopo non è sempre la soluzione migliore. La cosa da tenere presente è evitare di forzarsi di andare a letto presto quando non si ha sonno.

La strategia che consiglia il professore di Stanford è quella di tenere un orario fisso del risveglio e non trascorrere del tempo svegli a letto, ma limitare l’uso del letto alle sole ore di sonno.

Mantenere un orario fisso poi non vuol dire dormire le classiche otto ore. Non sono queste a stabilire il giusto grado di riposo.

Quello che possiamo fare allora, secondo Pelayo, è rilassarci, ripeterci che la giornata è finita, senza trascorrere altro tempo a letto da svegli, cercare di andare a dormire sempre alla stessa ora e svegliarci a un orario stabilito.

Non deve essere quello dei tuoi amici o dei tuoi familiari, l’importante è che sia il tuo.