Che cos'è l'insonnia totale?

Che cos'è l'insonnia totale?

Esiste una forma di insonnia fatale che i medici chiamano Fatal Familiar Insomnia e che causa la morte. Non stiamo parlando delle classiche forme di insonnia, dove i disturbi si mostrano in varie forme di diversa intensità. Ma di una vera e propria malattia derivante da una mutazione genetica all’interno del talamo, ovvero in quell’area cerebrale posta sotto la corteccia. Il talamo è di una sorta di computer che regola i meccanismi cerebrali. Se si inceppa, può appunto provocare questa grave forma di insonnia.

Le forme di insonnia più comuni

Secondo una ricerca condotta dall’università di Roma La Sapienza, l’insonnia comune sarebbe un problema diffuso che accomuna il 15% della popolazione mondiale, ma una piccolissima parte si rivolge a uno specialista, convinto che il disturbo prima o poi passerà.

Le tipologie di insonnia più comuni sono quelle temporanee, scatenate ad esempio da preoccupazioni per lo stato di salute di una persona cara, dal nervosismo, dalla situazione economica. Anche in questo caso è bene sempre rivolgersi a un esperto per risolvere il problema.

Che cos’è l’insonnia totale: la storia di Silvano

Ma esiste un altro caso di insonnia, molto più raro di cui abbiamo parlato all’inizio, che vale la pena conoscere: quello dell’insonnia “totale“. La BBC ha raccontato la storia di Silvano, un italiano di 53 anni affetto da questo strano disturbo. I primi sintomi si manifestarono mentre ballava su una nave da crociera. Sudorazione, pupille dilatate: da lì Silvano entra in una bolla di stress da cui non esce più. Nella famiglia di Silvano si erano presentati numerosi casi di insonnia totale conclusi tutti in modo drammatico.

Una volta comparsa l’insonnia si smetteva di dormire anche per 9 mesi fino al completo sfinimento. Silvano incontra, all’università di Bologna , il dottor Pietro Cortelli che segue il suo caso. Purtroppo il ragazzo, come previsto, muore due anni dopo, ma per permettere alla scienza di capire qualcosa di più sull’insonnia totale dona il suo cervello alla ricerca.

Oggi, a distanza di anni dall’incontro tra Cortelli e Silvano sappiamo che quello che ha colpito lo sfortunato ragazzo è stato il Fatal Familiar Insomnia, un disturbo ereditario. I dottori hanno scoperto il colpevole: una proteina nel cervello, chiamata “prione“, che produce una mutazione genetica.

La proteina si trasforma perché è intrinsecamente malfatta, perché il suo gene la produce alterata o perché nei neuroni intervengono condizioni che ne modificano la strutture. Per qualche strana ragione questa proteina comincia a proliferare in maniera incontrollata soltanto quando il suo ospite arriva alla mezza età. La proteina, nel caso di Silvano, è andata a intaccare le pareti del talamo, al centro della testa.

Questa parte del cervello controlla la temperatura, la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, il rilascio degli ormoni. Quando non funziona più è come se il corpo andasse in tilt: un completo caos porta a sudorazione, pupille rimpicciolite, impotenza e costipazione.

In questo stato di stress i corpi non sono preparati ad addormentarsi. “Se il sistema nervoso simpatico non è equilibrato“, ha detto il dottor Cortelli: “non si riesce a lasciarsi andare in un sonno più profondo, come se fossimo sempre, perennemente, accesi“.

In sostanza i pazienti della FFI sono sempre attivi cerebralmente e non possono mai scendere in un sonno profondo e ristoratore, da qui arriverebbero poi sintomi fatali che causano uno stress profondo e infine la morte.

Per approfondire:
se vuoi conoscere di più sull’argomento puoi vedere questo video del Ted. Il professor Russel illustra in maniera molto semplice le neuroscienze del sonno e come comportarsi in caso di insonnia.

Immagine via Facebook