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Il "pane nero" con carbone vegetale attivo fa davvero bene?

È stato, ed è ancora, una moda alimentare. Lo si trova nei panifici, nei supermercati, qualche volta al bar e perfino in pasticceria. Parliamo del “pane nero” al carbone vegetale.

In teoria, il suo colore non è certo il più attraente. Eppure, grazie anche alla moda del food, questo tipo di pane ha riscosso e sta riscuotendo successo, non soltanto in Italia. Il “pane nero” è inconsueto e pittoresco. E in fondo, un panino color lavagna ripieno di salmone e rughetta non è certo meno appetitoso di un altro il cui ripieno sia circondato da pane bianco.

La scarsa quantità di polvere di carbone vegetale aggiunta al tradizionale impasto lievito e farina, infatti, è praticamente insapore. Ma allora perché esiste? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza vedendo attentamente cos’è il pane nero, quali i suoi benefici e gli eventuali rischi che comporta questo tipo di pane. Che, secondo il Ministero della Salute, non può neanche definirsi “pane”.

Perché il pane con carbone vegetale è nero

Il color antracite della mollica di questo pane—che ha all’incirca gli stessi valori nutrizionali del pane bianco—è dovuta all’aggiunta di poco carbone vegetale in polvere. Questo è il prodotto, poi raffinato, della combustione a temperatura molto alta (500-600°C) di vari legni: pioppo, salice, betulla, salice, ma anche segatura.

Preparare un pane di questo colore è semplice, se sai già come impastare. A seconda della farina scelta, integrale, di farro, di segale, e così via, potrai ottenere vari tipi di pane nero. Basta mischiare il carbone vegetale in polvere alla farina, e procedere poi alla preparazione dell’impasto.

Proprietà del carbone attivo e benefici presunti del pane che “sgonfia”

Il carbone vegetale ha una grande capacità assorbente, poiché la sua fibra è molto porosa. Trattiene liquidi, gas, tossine, ripulendo l’intestino.

Dunque, il pane al carbone vegetale sarebbe ideale per disturbi gastrointestinali come meteorismo, aerofagia, e diarrea. In ambito medico, il carbone vegetale è anche impiegato in caso di avvelenamento, per agevolare l’assorbimento della sostanza ingerita.

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Tuttavia, i presunti benefici del pane color antracite potrebbero essere più virtuali che reali. Esso infatti non è pane al carbone attivo. Questo, con la sigla E153, è un additivo colorante. L’esigua quantità contenutane dal “pane nero” non basta a farne un ingrediente del suddetto.  Secondo un nota del Ministero della Salute di fine 2015 è ammissibile la produzione di un prodotto di panetteria fine che contenga carbone attivo. Ma non può essere denominato “pane” nell’etichettatura. Bensì un sostitutivo del pane. Inoltre, nella pubblicità del prodotto, non si può far riferimento ai suoi benefici.

Non è ammissibile aggiungere nella etichettatura, presentazione o pubblicità del prodotto di cui al punto 1 alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l’organismo umano, stante il chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante

Per capire perché, bisogna consultare il Regolamento UE n. 432/2012. Vi si specifica che solo “un alimento che contiene 1 g di carbone attivo per porzione quantificata” contribuisce “alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale”. Nel “pane nero” ce n’è molto meno. Inoltre, si legge, l’effetto benefico del carbone attivo” si ottiene con l’assunzione di 1 g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1 g subito dopo il pasto”.

Possibili rischi

In America è vietato l’uso alimentare di E153. A causa della sua potenzialità cancerogena. Non si può escludere infatti in maniera assoluta la presenza di benzopirene e altri idrocarburi policiclici aromatici altamente nocivi..

Noi invece lo possiamo consumare liberamente perché ci atteniamo a una ricerca del 2012 (a dire il vero un po’ datata) condotta dalla Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare. Il gruppo ha escluso la pericolosità del prodotto. Gli effetti cancerogeni in caso sarebbero da attribuire agli idrocarburi policiclici aromatici (pah) ma il gruppo ha giudicato improbabile che il carbone vegetale contenga pah cancerogeni e, qualora presenti, ha ritenuto che il loro livello sarebbe molto basso.

Cosa fare allora? Come spesso accade, si consiglia di usare il buon senso. Non esagerare con il consumo. Evitarlo in gravidanza e prima dell’adolescenza, perché potrebbe assorbire sali e vitamine necessarie.

Immagini: Copertina