Ecco perché ai cani non piacciono gli abbracci

Ecco perché ai cani non piacciono gli abbracci

Nonostante siano considerati i “migliori amici dell’uomo“, e il legame fra le due specie sia strettissimo da tempo immemore, ci sono forme di comunicazione e affettività che stando agli ultimi studi, proprio non funzionano fra cani e uomini.

Spesso siamo abituati a dimostrare affetto verso i nostri cani abbracciandoli e tenendoli stretti a noi: ma quella che fra esseri umani è considerata una forma di estrema intimità e dimostrazione di vicinanza ed affetto potrebbe essere vista come molto stressante dai cani.

I canidi, infatti, per costituzione e istinto sono degli animali corridori e dinamici: sono strutturalmente predisposti a corse repentine e a movimenti ampi. Per questo motivo, spesso, quando sono felici cominciano a correre: per loro il movimento è una forma di espressione emotiva. Oltre a questo, poi, ci sono dei fattori istintivi, un cane per sentirsi al sicuro deve sempre essere nella condizione di poter correre per fuggire da eventuali predatori.

In questo senso, quindi, la nostra volontà di tenerli stretti a noi e di bloccarli in un abbraccio li fa sentire fortemente a disagio. E lo testimoniano alcuni studi condotti analizzando le risposte comunicative di svariati cani immortalati in foto in cui i loro padroni li abbracciano.

I segnali che indicano stress nei cani sono la tendenza a orientare la testa dal lato opposto, la posizione arretrata delle orecchie, e il mostrare la parte bianca degli occhi che solitamente quando un cane è tranquillo e si sente al sicuro rimane invisibile. Bene: nelle foto analizzate dagli etologi che hanno condotto lo studio, circa l’82 % dei cani fotografati comunicava stress in risposta ad un abbraccio, il 10 % rimaneva sostanzialmente neutro e il 7 % mostrava di gradire l’abbraccio.

Nonostante consideriamo il nostro cane come un membro della famiglia e cerchiamo di comunicargli lo stesso affetto che comunichiamo agli altri membri della nostra specie, dovremmo cercare di ricordarci che molte volte dobbiamo venire incontro ai suoi sistemi di comunicazione. Meglio allora dargli un’energica grattata alla pancia e un biscottino di ricompensa.

Immagini: Copertina