Perché il jet lag si sente di più quando viaggiamo verso est

Perché il jet lag si sente di più quando viaggiamo verso est

Prima di godersi la meritata vacanza, alcuni di noi devono fare i conti con il jet lag: quel fastidioso disturbo che si manifesta quando in aereo attraversiamo in poco tempo più fusi orari.

Ognuno di noi ha un modo personale di affrontare questo “mal di fuso”, ma spesso sottovalutiamo gli effetti sul nostro organismo. Un cambio repentino di fuso orario comporta uno stravolgimento del nostro personale ritmo circadiano, le 24 ore su cui regoliamo il nostro orologio biologico.

Stravolgere l’orologio biologico vuol dire anche mal gestire tutte le funzioni chimiche e fisiche del nostro corpo. I sintomi principali del jet lag sono: mal di testa, insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, diarrea ecc.

Ci sono casi e casi. La reazione al jet lag dipende prima di tutto dal numero di fusi orari che attraversiamo, dalla nostra età, dallo stato di salute e dal livello di idratazione.

Un altro di questi fattori, affrontato soltanto di recente, riguarda la direzione di volo: viaggiare verso est provocherebbe maggior disagio rispetto all’ovest.

jet lag fuso orario aereo vacanze

In un articolo del New York Times si prova a fare un po’ di chiarezza. Nel nostro cervello, all’interno cioè del nostro orologio biologico, ci sono circa 20mila cellule cardiostimolatrici che rispondono a determinati input luminosi: quando c’è luce ci dicono di stare svegli, quando invece c’è il buio ci suggeriscono di dormire.

Come ha spiegato la ricercatrice Michelle Girvan dell’Università del Maryland, il nostro orologio non conta la giornata in 24 ore, ma con un intervallo di tempo più lungo. Questo vuol dire, ha spiegato la professoressa: “che è preferibile, per lui, viaggiare verso ovest e allungare le giornate piuttosto che andare a est e ridurle.”

Per adattarsi al nuovo fuso, nei viaggi da ovest a est, necessitiamo di circa i due terzi del numero di fusi orari attraversati. Per esempio se ne attraversiamo 12, dobbiamo aspettarci in media 8 giorni di adattamento. Se andiamo nella direzione opposta, l’organismo ha bisogno invece della metà dei fusi attraversati.

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