La posizione che assumiamo durante il sonno determinerebbe i nostri sogni

La posizione che assumiamo durante il sonno determinerebbe i nostri sogni

Durante un sonno agitato, capita spesso di risvegliarsi la mattina seguente in una posizione diversa da quella in cui ci eravamo addormentati. Gli incubi che facciamo la notte ce la fanno cambiare, rivoltandoci da un lato all’altro del letto.

Ma esiste una correlazione tra i brutti sogni e le nostre posizioni durante il sonno?

Già ai tempi di Freud, agli inizi del ‘900, c’era una notevole quantità di studi sull’argomento. L’ipotesi più accreditata era che la posizione in cui ci si addormentava determinasse la qualità del sogno. Per esempio, se durante la notte uno dei piedi usciva fuori dal lenzuolo, la sensazione di freddo si riversava nel sogno, ad esempio, attraverso un’onirica passeggiata sulla neve. A volte il collegamento era più evoluto, altre volte forzato.

In tempi più recenti, in un articolo pubblicato in Sleep and Hypnosis, intitolato “Sleeping Position, Dream Emotions and Subjective Sleep Quality”, alcuni ricercatori hanno condotto un esperimento su 63 soggetti (45 uomini e 18 donne), per trovare una correlazione tra la qualità del sonno e la frequenza dei sogni. Hanno chiesto a 41 di questi di addormentarsi sul fianco destro mentre al restante gruppo di persone di dormire sul sinistro. La mattina dopo, sono stati intervistati i soggetti e si è scoperto che gli incubi erano stati più frequenti per quelli che hanno dormito sul fianco sinistro: il 40,9 % rispetto al 14,6% di chi ha dormito sul destro. Questi ultimi hanno riferito invece di aver avuto sogni più tranquilli e rilassanti.

In un secondo studio, il dottor Calvin Kai-Ching Yu dell’Università di Hong Shu Yan ha incrementato il numero di partecipanti all’esperimento onirico, analizzando i sogni di più di 670 persone. Le sue conclusioni hanno evidenziato che chi dorme a faccia in giù ha, di norma, sogni più vividi e generalmente positivi. Yu ha concluso che la personalità non è un fattore così determinante quando si dorme, ma lo è molto di più la posizione in cui lo si fa.

La verità, però, è anche un’altra: anche se gli studi confermassero con certezza matematica che esiste un collegamento tra posizione e sogni, sarebbe molto, molto, molto difficile cambiare le proprie abitudini notturne. Anche a costo di fare brutti sogni e vivere notti travagliate.

Immagine via Flickr