Quale sarà il passo successivo nell'evoluzione dell'uomo?

Quale sarà il passo successivo nell'evoluzione dell'uomo?

Le specie umane si evolvono nella storia in tempi lunghissimi, per questo non riusciamo neanche a immaginare cosa possa esserci dopo l’Homo sapiens.

A sentire l’illustre saggista e oratore Juan Enriquez è tempo invece di cominciare a pensarci, perché siamo giunti a un punto di svolta per l’evoluzione: si sta avvicinando l’era dell’Homo Evolutis.

Per lo studioso Enriquez tra pochi anni avverrà quello che lui chiama il “riavvio definitivo”. Un reset completo dell’umanità e dell’evoluzione senza precedenti.

L’uomo non sarà più il frutto di un lento processo di selezione naturale come lo è stato per milioni di anni, ma sarà talmente evoluto che potrà controllare l’evoluzione della sua specie e anche quella degli altri.

Se non credi che sia possibile controllare un’evoluzione ti basti sapere che i ricercatori del Mit, anni fa, hanno creato un vero e proprio mercato di ricambi biologici, dove si possono “comprare” le proteine, il DNA e l’RNA per “costruirsi” come meglio si vuole.

Per fare altri esempi si può citare il ricercatore Cliff Tabin, che è riuscito in un’impresa davvero eccezionale, facendo crescere in un laboratorio un’ala in più su un pollo.

Dopo gli animali, la ricerca si è spostata sugli uomini e così sono stati avviati i primi esperimenti di clonazione dei denti umani e la ricostruzione completa di una trachea.

Ma non finisce qui: nel 2008 un gruppo di ricercatori è stato in grado di rimuovere tutte le cellule di un cuore lasciando soltanto la cartilagine, e in laboratorio con l’uso di cellule staminali sono riusciti a farlo battere di nuovo, creando la vita.

Accanto a questi studi sulle cellule si sono sviluppati di pari passo anche quelli tecnologici. Evolutissimi robot sono stati costruiti dalla Boston Dynamics per scopi militari.

Non hanno niente a che fare con i robot che ci eravamo immaginati guardando i Pronipoti in tv: questi sono davvero dotati di vita propria e non si muovono su binari o pattini a rotelle.

Secondo la teoria di Enriquez l’uomo del futuro sarà il frutto dell’unione di questi esperimenti sulle cellule e della robotica.

Per spiegare la sua teoria parte dalle scoperte tecnologiche per ridare l’udito ai sordi o la vista agli ipovedenti.

Tra pochissimo tempo, dice Enriquez, gli impianti artificiali in uso non raggiungeranno soltanto i livelli di ascolto e di vista dei normodotati, ma si spingeranno ben oltre, permettendo così di ascoltare anche gli ultrasuoni e vedere ultravioletti e infrarossi. Capacità che l’Homo Sapiens non ha.

In questo modo si troveranno a convivere due specie di ominidi: l’Homo Sapiens, noi, e l’Homo Evolutis, un mix di robot ed esseri umani che sapranno adattarsi meglio ai cambiamenti del mondo, resistere in condizioni ostili e svolgere funzioni che noi esseri umani oggi non siamo in grado di svolgere.

Dalla prima comparsa dell’uomo 22 specie di ominidi si sono evolute, hanno vissuto e si sono estinte. Questo era il volere della Natura.

Oggi qualcosa sta cambiando. Siamo entrati in una nuova fase e il futuro non è più così lontano. Ci stiamo avvicinando a una nuova alba dell’umanità, ma saremo pronti a cedere il posto a uomini molto più evoluti di noi?