Questa ragazza malata di cancro si è fatta congelare sperando di tornare in

Questa ragazza malata di cancro si è fatta congelare sperando di tornare in "vita" nel futuro

Di recente, ti abbiamo mostrato come la tecnologia stia cambiando radicalmente la nostra vita. E questo in qualsiasi ambito: dalla vita casalinga, al rapporto con l’ambiente fino alla salute.

La speranza di molti, però, è che la scienza non sia solo in grado di migliorare la vita, ma anche di preservarla.

Come ad esempio Kim Suozzi, una ragazza americana che dopo aver scoperto di essere affetta da tumore, ha deciso di ricorrere al criogenetica per far congelare il proprio cervello.

Kim era una studentessa appassionata di scienza al primo anno di università, e aveva fatto domanda per ottenere una borsa di studio in neuroscienze. Poi ha cominciato a soffrire di forti emicranie. Dopodiché è stata colpita da un ictus e le è stato così diagnosticato un glioblastoma: un tumore incurabile al cervello.

Nel 2011 però, mentre stava iniziando la chemioterapia, a Kim è capitata fra le mani una rivista che parlava di criogenetica, e della possibilità di far congelare i tessuti celebrali per mantenerli integri nel tempo. L’articolo in questione, sosteneva che se un cervello era perfettamente preservato poteva rimanere intatto e potenzialmente funzionante per tutto il tempo che si voleva.

Così, Kim ha deciso di informarsi riguardo alla procedura, perché l’idea di poter preservare i propri sogni e le proprie aspettative in attesa di un futuro migliore le sembrava l’unica soluzione possibile.

È venuta a sapere, quindi, che esistevano delle compagnie che avevano già portato a termine procedure del genere, come la Alcor Life Extension Foundation, che aveva congelato il cervello di oltre 140 persone, fra cui anche Ted Williams, un famoso giocatore di baseball.

L’unico ostacolo era rappresentato dal costo della procedura: una cifra che da sola Kim non poteva permettersi. Quindi, insieme al suo fidanzato Josh , ha pensato di far girare un appello per chiedere delle donazioni. Grazie ai soldi raccolti, e a una generosa donazione offerta da un gruppo di sostenitori della crionica, Kim è stata in grado di far congelare il proprio cervello.

A questo punto, Kim ha preso una decisione: cercare di accelerare il proprio decesso per impedire al tumore di danneggiare ulteriormente i tessuti. E così ha iniziato a rifiutare acqua e cibo, sempre sostenuta dal fidanzato, a cui aveva dato la procura per poter decidere quando sarebbe stato il momento giusto per chiamare i medici della Alcor Life Extension Foundation.

Non appena il cuore di Kim si è fermato, nel gennaio del 2013, Josh ha avvisato la squadra predisposta per il congelamento. Recentemente Josh ha raccontato la storia di Kim al New York Times, nell’intento di sensibilizzare i lettori sul futuro della ricerca sul cancro e sulle potenzialità che può offrire la criogenetica.

Immagini: Copertina