Ridere è una questione di genetica

Ridere è una questione di genetica

Quando ascoltiamo una barzelletta, vediamo un film comico o leggiamo qualcosa di divertente, nel momento preciso della battuta ognuno reagisce a modo suo. C’è chi esplode in una risata fragorosa, chi invece sorride appena

Queste diverse reazioni non sarebbero dovute soltanto alla riuscita di una battuta, ma alla genetica. Sono stati i ricercatori della Northwestern University a scoprire il collegamento tra le nostre reazioni emotive e il DNA.

Il gene responsabile delle nostre risate a quanto pare sarebbe il 5-HTTLPR, lo studio infatti si intitola: “Short Alleles, Bigger Smiles? The Effect of 5-HTTLPR on Positive Emotional Expressions“. Il 5-HTTLPR è coinvolto nella regolazione della serotonina, il neurotrasmettitore che influenza l’ansia e la depressione.

L’allele corto di questo gene definisce gli aspetti negativi del neurotrasmettitore. I soggetti che hanno l’allele corto sono portatori di un livello più alto di emozioni negative.

“Avere l’allele corto non è pericoloso o brutto”, ha detto uno degli autori della ricerca: “Averlo vuol dire amplificare le reazioni emotive in contesti sia positivi che negativi”.

Per scoprire l’influenza di questo gene è stato eseguito il “Facial Action Coding System” su 336 partecipanti, l’analisi che decodifica i più piccoli movimenti del viso e che riesce a distinguere tra movimenti forzati e quelli naturali (spesso infatti sorridiamo per essere carini e gentili e non perché qualcosa ci fa davvero ridere). Controllando poi il gene dei partecipanti i ricercatori sono riusciti a stabilire che chi aveva l’allele corto era più suscettibile di ridere di gusto.

Questo esperimento diventa ancora più interessante se lo si analizza in un’ottica più particolare e cioè che le emozioni positive si trovano nello stesso ventaglio di quelle negative: sarebbero addirittura quest’ultime ad amplificare le prime.

Immagine via Flickr