Il sale fa male? Ecco quando e perché

Il sale fa male? Ecco quando e perché

Comunemente si pensa che il sale faccia male, che sia la causa di ritenzione idrica, cellulite, pressione alta e altri problemi legati alla salute. È corretto? In realtà, approfondendo il tema, si scopre che queste convinzioni sono vere solo in parte, esaminiamone da vicino pro e contro.

PRO – Il sale (o cloruro di sodio) è necessario al corretto funzionamento del nostro organismo, l’equilibrio idrico del corpo è possibile proprio grazie a quello che si crea tra potassio e sodio. Nel momento in cui non si dovesse consumare sale a sufficienza il pericolo di disidratazione sarebbe alto, oltre al fatto che rimane fondamentale anche a livello gustativo, per valorizzare gli alimenti.

Kahlil Gibran diceva: “C’è qualcosa d’insolitamente sacro nel sale se è contenuto nelle nostre lacrime e nel mare”. E aveva ragione, sono tantissimi infatti gli aspetti che il sale favorisce, tra i quali:

– l’equilibrio dei liquidi

– contribuisce a creare impulsi elettrici nel cervello

– uccide i batteri

– il sale iodato fa bene alla tiroide

– stimola l’appetito e invoglia a mangiare

CONTRO – L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che assumere più di 4-5 grammi di sale al giorno faccia male, mediamente ne vengono assunti 11, le ragioni vanno ricercate anche nella composizione stessa degli alimenti, spesso già sapidi e quella discrezionale che aggiungiamo noi: il 10% è contenuto in modo naturale, il 36% aggiunto nella preparazione dei piatti, il 56% nella preparazione industriale. Quali sono i problemi principali che derivano da un’eccessiva assunzione di sale?

– Ipertensione. Se predisposti alla pressione alta, l’eccesso di sale può causare l’insorgenza di malattie. L’ipertensione arteriosa è una di queste: il sodio in eccesso che l’organismo non riesce a eliminare rimane nei vasi sanguigni, in questo modo aumenta la gittata cardiaca, ovvero il volume di sangue espulso da un ventricolo cardiaco in un minuto.

– Osteoporosi. Un eccesso di sale può causare un rilascio maggiore di calcio in denti e ossa e questo può aumentare il rischio di carie e osteoporosi.

– Obesità. L’aumento del peso a causa dell’eccessivo consumo di sale non è dovuto all’apporto calorico del sale stesso, ma dal fatto che stimoli la sete spesso soddisfatta con bibite zuccherate o alcoliche che portano ad assumere calorie extra senza neanche accorgersene.

– Ritenzione idrica. All’origine del problema possono esserci gravi patologie, ma anche uno stile di vita sbagliato può portare a soffrirne. La tendenza è trattenere liquidi nelle zone che sono maggiormente predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei). L’aumento di peso non è dovuto però alla ritenzione idrica, semmai il contrario: il sovrappeso rallenta la diuresi favorendo lo stagnamento di liquidi nelle zone adipose.

il sale

COME DIMINUIRLO O SOSTITUIRLO? – Diminuire il sale, o almeno quello discrezionale, è un passo avanti nell’abituare il proprio palato e il proprio organismo dalla depurazione. Può essere utile anche aggiungere alla propria routine alimentare le spezie, in sostituzione del sale, oppure scegliere quello iodato (il comune sale da cucina ricavato dall’acqua di mare o dalle miniere di salgemma, quindi addizionato artificialmente di iodio sottoforma di ioduro o iodato di potassio). Diminuire anche il consumo di prodotti confezionati industrialmente (in primis le patatine) o di quelli confezionati sotto sale (come insaccati e formaggi) può essere un grande passo avanti per la nostra salute.

Ecco alcuni consigli pratici:

– non portare la saliera a tavola

– boicottare gli snack e favorire frutta e verdura

– evitare di mangiare fuori a pranzo, soprattutto alimenti molto conditi (pizza, fritti&co.)

– usare le spezie per esaltare i sapori delle pietanze (dalla curcuma al rosmarino)