È stato scoperto un nuovo gusto: quello del grasso, ed è pessimo

È stato scoperto un nuovo gusto: quello del grasso, ed è pessimo

Dimentica quello che hai imparato a scuola, i gusti non sono più cinque. Da oggi al dolce, al salato, all’amaro, all’aspro e all’umami (gusto del glutammato) bisogna aggiungere un sesto gusto, quello del grasso.

Secondo uno studio condotto dal professor Richard D. Mattes, a capo del dipartimento di Scienza della nutrizione alla Purdue University, alcuni soggetti sono già in grado di identificare il gusto del grasso: l’oleogusto

“La maggior parte dei grassi che ingerisci sono in forma di trigliceridi“, ha spiegato Mattes, “e sono loro a dare ai cibi una precisa consistenza cremosa“. Il gusto però non deriva da loro ma dagli acidi grassi contenuti in essi che durante la masticazione si dividono.

L’esperimento ha coinvolto un campione di 100 persone, a cui è stato dato un kit di sei diverse soluzioni contenenti altrettanti gusti.

Le soluzioni erano state precedentemente private di odori e sensazioni tattili in modo che gli assaggiatori dovessero affidarsi soltanto al loro gusto. Ad essere individuati per primi sono stati il dolce, il salato e l’aspro. Gli altri tre, tra cui l’oleogusto, hanno creato più difficoltà, poiché i palati non sono ancora abituati a identificarli con prontezza. Di queste 100 persone infatti soltanto 28 sono state in grado di percepire il gusto del grasso. Per niente buono e molto simile a cibo rancido.

“Il grasso ci piace” ha spiegato il professor Mattes, “perché si mescola bene con altri sapori, esaltandoli”.

Allenare il proprio gusto a identificare correttamente l’oleogusto porterebbe all’introduzione di sostituti che replichino il gusto del grasso, aiutando i soggetti a dieta a diminuire le calorie ingerite, non ingerendo più uno dei fattori che mette più a rischio la loro linea e soprattutto la loro salute.

Immagine via Flickr