Sinestesia: la capacità di sentire il sapore dei suoni

Sinestesia: la capacità di sentire il sapore dei suoni

Cosa ti fa venire in mente il numero dodici? Se la risposta è un trancio di pesce spada alla piastra, molto probabilmente sei sinestetico.

La sinestesia, oltre a essere una figura retorica, è anche un fenomeno psichico nel quale si fondono in un’unica sfera sensoriale diverse percezioni dei sensi.

Questo porta, nei soggetti che ne sono affetti, ad associare per esempio le lettere dell’alfabeto a colori, le parole di una poesia a forme geometriche e i suoni che si ascoltano al sapore dei cibi.

Essere sinestetici non è così raro: il 4% della popolazione lo è, e i più famosi sono stati Nabokov e Kandinsky.

Le cause della sinestesia sono ancora misteriose, ma quello che si sa quasi per certo è che ha una componente genetica.

Ci vogliono anni per rendersi conto di avere questa particolare “visione del mondo”.

È il caso di James Wannerton, che da piccolo in classe aveva disturbi nell’attenzione perché si distraeva ogni volta che sentiva cadere una matita per terra: quel suono aveva il sapore del pane integrale.

I medici che visitarono il piccolo pensavano fosse causa di un’immaginazione iperattiva che col tempo si sarebbe placata. Ma oggi James continua a sentire il sapore dei suoni.

Dopo aver capito che James era sinestetico, si è scoperto che anche la madre presentava lo stesso fenomeno: vedeva i giorni della settimana come colori.

Durante le conversazioni James si distrae continuamente perché a ogni parola che sente associa un gusto diverso che con quella parola non ha niente a che fare.

Nel caso di James non è la parola “pancetta” ad essere associata al gusto della pancetta, come potrebbe avvenire per molti di noi. È la parola “parlare” che ha quel sapore.

“Il suono delle parole sollecita continuamente la mia bocca”, ha spiegato: “Alcuni sapori passano in fretta, altri invece durano ore e mi fanno venir voglia di mangiare quella cosa”.

Se quello di James è un caso di sinestesia lessico-gustativa, quello di una sinestetica svizzera è musicale. Per lei un semitono ha un gusto aspro e le opere di Bach sanno di crema.

Questi “superpoteri” suscitano un certo fascino in chi non ce li ha, ma non bisogna lasciarsi ingannare: essere sinestetici ha i suoi lati negativi.

Nell’infanzia si possono incontrare numerose difficoltà, e anche se da grandi si riesce a controllare la sinestesia, le situazioni imbarazzanti sono sempre dietro l’angolo. Come nel caso di James: come glielo dici a una ragazza che non può funzionare perché il suo nome ha il sapore di una cipolla.

Immagine via Wikiart