Un sistema solare così non l'hai mai visto

Un sistema solare così non l'hai mai visto

Per capire quanto sia grande un oggetto bisogna compararlo a qualcos’altro. Tutto dipende dal punto di vista da cui lo si guarda. Un oggetto può apparire grande o minuscolo. Questo vale anche per la Terra.

Per noi che ci viviamo la sua dimensione sembra notevole, ma vista dallo spazio non lo è più. Nella storia dell’umanità soltanto una trentina di persone sono riuscite a vederla da lassù.

James Irwin, un astronauta della spedizione di Apollo 15, ha datto:

Mentre ci allontanavamo sempre di più, la Terra diminuiva di dimensioni e alla fine rimpicciolì come una biglia. La più bella biglia che tu possa immaginare

È difficile comprendere davvero queste parole, perché non siamo abituati a vederci da fuori se non in disegni o in immagini costruite al computer. Abbiamo ad esempio già visto il lavoro di Christian Stangl e suo fratello Wolfgang, il primo motion designer mentre il secondo un musicista. Lavorando a strettissimo contatto per più di 18 mesi, hanno selezionato migliaia di fotografie d’epoca, e filmati NASA, dell’allunaggio di Apollo 11. Dando vita a uno straordinario video.

Il sistema solare come non l’hai mai visto

Quando digitiamo su un qualsiasi motore di ricerca “sistema solare” passiamo in rassegna centinaia e centinaia di immagini. Sono ricostruzioni al computer, non in scala e le cui dimensioni non sono attendibili. Se volessimo disegnarlo correttamente su un foglio di carta, con le giuste proporzioni, i pianeti sarebbero talmente microscopici che non li vedremmo neanche. Ma allora come fare?

Ci ha pensato Wylie Overstreet e il suo gruppo di amici, che hanno ricostruito insieme il sistema solare in scala nel deserto di Black Rock nel Nevada. Wylie è uno scrittore e filmmaker. E lo spunto per realizzare questa ricostruzione gli è nata proprio partendo dalla citazione dell’astronauta James Irwin, che abbiamo riportato sopra.

Creare un modello in scala dove la Terra fosse realmente grande come una biglia, proprio come la vedevano dall’Apollo 15.

Grazie all’aiuto della tecnologia video, è stato possibile definire le corrette distanze e attraversarle. Senza essere costretti a disegnarle (per forza di cose male) sopra un foglio.

Bisogna ammettere che un sistema solare così non si era mai visto prima. E a guardarlo bene questo è l’unico modo per capire davvero quanto siamo piccoli rispetto alla vastità dell’universo.

Tutta una questione di proporzioni

Rispettando le proporzioni, nella zona del deserto del Nevada scelta dal gruppo di appassionati è stato prima posizionato il Sole. Poi i vari pianeti a una distanza in proporzione di 68 metri per Mercurio. 120 metri per Venere. 176 metri per la Terra e così via.

Per le distanze degli altri pianeti, molto più lunghe, è stata usata la macchina. Anche per realizzare le lunghissime circonferenze. Questo fa capire molto bene quali sono le reali distanze che intercorrono tra un pianeta e l’altro. I pianeti più lontani nel sistema solare hanno obbligato Wylie a sfruttare un’area del deserto di undici chilometri. Non qualche centimetro come tendiamo a vedere nelle ricostruzioni disegnate.

Se la Terra è una biglia, il Sole ha un diametro di un metro e mezzo. È vero, sono stati pochissimi quelli che hanno avuto la fortuna di vedere la Terra dallo spazio, ma grazie al lavoro di Wylie possiamo avere un’idea un po’ più realistica di quello che si deve provare a vederci da lassù.

“Viviamo su una biglia”, ha detto il ragazzo:

galleggiamo nel bel mezzo del nulla. Quando te ne rendi conto è sconvolgente.

Immagine di copertina tratta dal video “To Scale: The Solar System”