Ecco perché sognare a occhi aperti fa bene alla mente

Ecco perché sognare a occhi aperti fa bene alla mente

Libera la mente, concentrati su un punto e non pensare a niente. Ci sei riuscito? Bene, sappi che non è possibile

La nostra mente è continuamente al lavoro, sempre accesa, ogni ora del giorno e della notte. Per molto tempo i neuroscienziati hanno creduto che questa si attivasse solamente quando c’era da svolgere un lavoro. L’utilizzo di scanner ha permesso di capire che in realtà ci sono zone del cervello che si attivano rispetto ad altre, ma queste rimangono sempre vigili. Il cervello sarebbe sempre attivo come una macchina al minimo, pronta all’azione in ogni momento.

Vent’anni fa, il ricercatore Bharat Biswal dell’università del Wisconsin è stato uno dei primi a scoprire che l’attività cerebrale è sempre attiva. Nel 1997 Gordon Shulman stava cercando di capire quali fossero le reti cerebrali che prendono vita quando focalizziamo l’attenzione su qualcosa. Ha invece scoperto che le reti si attivano anche quando crediamo di non fare nulla.

Addirittura in alcuni casi questi “pigri” soggetti dell’esperimento avevano un’attività cerebrale più intensa rispetto a quelli che stavano svolgendo dei lavori. Per il semplice fatto che stavano fantasticando.

Fantasticare mette in moto molte zone del nostro cervello e le prepara a un lavoro unico: creare ricordi di eventi che non sono mai accaduti. Quando non pensiamo a niente, in realtà lasciamo la nostra mente vagare liberamente, e quasi sempre si concentra sul futuro. Pensiamo ad esempio cosa mangeremo la sera a cena, dove andremo la prossima settimana, come andrà l’appuntamento del giorno dopo, ecc.

Secondo Moshe Bar, un professore di Harvard, ci sarebbe un motivo perché fantastichiamo: facilitarci la vita di tutti i giorni. Fantasticare crea ricordi di eventi che non sono mai accaduti e questo ci dà una strana sensazione di “esperienza precedente“. È come un paradossale ricordo nel futuro. Accumulare questi sogni ci prepara e ci aiuta ad agire nel caso in cui dovessero diventare realtà.

Immagine via Flickr