Questi studi ti faranno rivalutare la vecchiaia

Questi studi ti faranno rivalutare la vecchiaia

Generalmente associamo la vecchiaia alle rughe, a un deperimento fisico, a ospedali, interventi e malattie: insomma non proprio quello che si dice un “bel quadretto“. 

Ma ad essere più precisi, più particolari, ci sono alcuni settori in cui durante la vecchiaia si registrano dei miglioramenti. Sia fisici che psicologici. Migliorano sia le nostre abilità, sia l’efficacia del nostro sistema immunitario. Questi studi, raccolti dalla BBC, lo dimostrano.

Meno raffreddori

Il nostro sistema immunitario è abituato ogni giorno a far fronte a milioni di potenziali pericoli. Per combatterli al meglio ha bisogno di conoscerli. I globuli bianchi sono fatti su misura per contrastare la comparsa di questi particolari invasori. Quando riconoscono il nemico, “restano in zona” generando una memoria immunitaria: la prossima volta che comparirà, verrà rapidamente debellato.

“Le persone che passano attraverso varie malattie, hanno un sistema immunitario in grado di ricordare, e debellare, il virus per 40 anni”, ha detto John Upham dell’Università di Queensland. Il risultato più evidente è il calo dei raffreddori presi in un anno. Mentre un ragazzo di vent’anni può prendersene 3, sopra i 50, soltanto uno.

Meno sudore

Più diventiamo anziani più le ghiandole sudoripare si restringono e diminuiscono di numero. Studi hanno confermato che la quantità di sudore ha un calo evidente dopo i 50 anni.

Il declino delle allergie

Mitchell Grayson dell’ospedale del Wisconsin è convinto che più si va avanti con l’età, più si fanno meno gravi i sintomi. “Le allergie raggiungono il loro picco durante l’infanzia per placarsi tra i 20 e i 30. Da quel momento in poi c’è una nuova ripresa che cala drasticamente una volta raggiunti i 60″.

Intelligenza

Un recente studio dell’Università di Seattle ha analizzato le abilità mentali di 6mila persone cominciando a farlo dal 1956. Questi volontari, ogni sette anni, hanno testato le loro conoscenze in varie materie. I volontari più anziani, è vero, non erano più molto rapidi nei calcoli matematici o a rispondere a comandi con prontezza di riflessi, ma registravano tutti un miglioramento personale sull’orientamento spaziale, la memoria verbale e le abilità nel risolvere problemi, rispetto alle proprie capacità a vent’anni.

Meno emicranie

Uno studio svedese ha analizzato gli attacchi di emicrania su soggetti dai 18 anni in su. È stato riscontrato che più avanti si procede con l’età, più gli attacchi si fanno brevi e meno dolorosi.

Immagine via Flickr