L'uomo che non può provare emozioni

L'uomo che non può provare emozioni

Qualche tempo fa ti abbiamo mostrato il progetto di Pepper, il robot in grado di provare emozioni: un droide casalingo che ha impiantata una tecnologia che gli permette di riconoscere gli stati d’animo delle persone che ha vicino e di provarne di conseguenza.

Ebbene, anche se siamo arrivati al punto che ci consente di far provare emozioni anche a una macchina, esistono persone che, a causa di un disturbo noto come alessitimia, non ne sono in grado.

Ti è mai capitato di chiederti come deve essere vivere senza una sfera emotiva? Senza provare dolore, felicità, tristezza e paura?

Ecco, le persone affette da alessitimia sono praticamente incapaci di riconoscere, provare e descrivere le emozioni. E non solo: non ne hanno alcuna memoria.

Come ad esempio Caleb, un uomo affetto da alessitimia che recentemente ha raccontato la sua storia e la sua esperienza alla BBC.

Caleb, che ha preferito non rivelare il proprio cognome, ha un deficit della consapevolezza emotiva: non riesce ad esprimere ciò che sente, e non ne è mai cosciente. In pratica, non ha emozioni.

“Spesso si sentono neo-genitori raccontare di come siano stati sopraffatti da un senso di gioia e tenerezza nel momento in cui hanno visto per la prima volta i loro figli. Io non ho provato nulla di tutto ciò,” ha spiegato.

Il suo organismo reagisce alle situazioni che solitamente le persone interpretano in base al proprio stato emotivo con lo stress fisico. In pratica somatizza in modo fisico quello che non riesce a provare a livello emotivo.

Stando a quanto racconta, però, il suo disturbo ha anche dei lati positivi: sapendo ad esempio che non rimarrà alcuna “memoria emotiva” delle cose che gli accadono è sempre rilassato e lucido, perché il suo pensiero non è intaccato dagli sbalzi emotivi.

“Sono un ‘disconnesso consapevole’. Più sono forti le emozioni che dovrei provare e più andrebbero a influenzare il mio pensiero. Ritengo, ad esempio, di contraccambiare la grande comprensione ricevuta costantemente da mia moglie con una stabilità che un marito emozionalmente normodotato non le potrebbe offrire,” ha spiegato alla BBC.

Quando si è reso conto della sua condizione, però, Caleb si è rivolto a un terapista cognitivo-comportamentale: per cercare di risalire a ritroso, attraverso i sintomi fisici che prova in certe situazioni, alle emozioni a cui corrispondono. Ed è così che ha trovato un modo di comunicare in modo ‘empatico‘ con le persone che ha attorno.

Insomma: anche quando la nostra sfera emotiva è completamente inesistente, c’è sempre un modo per riuscire a comunicare empaticamente con gli altri.

Immagini: Copertina