L'uomo che faceva la telecronaca dei suoi sogni

L'uomo che faceva la telecronaca dei suoi sogni

Parlare nel sonno è una pratica abbastanza comune. Quasi il 14% della popolazione lo fa. Quando ci capita lo facciamo perlopiù attraverso mugugni e versi incomprensibili. Eppure c’è stato un caso, l’unico accertato attraverso registrazioni, che ancora oggi viene studiato. Stiamo parlando di Dion McGregor.

Dion era un musicista, morto negli anni ’90, ma era famoso soprattutto per avere un potere: quando si addormentava raccontava in diretta e fino all’ultimo dettaglio i sogni che faceva.

I sogni sono stati registrati e pubblicati, nel 1964, da un’etichetta musicale. Oggi che lo studio sull’attività onirica si sta facendo più intenso, anche grazie a strumenti più evoluti, queste registrazioni vengono analizzate per capire meglio il “viaggio” che compie la nostra mente durante il sonno.

“Queste registrazioni sono un tesoro, non esiste niente di simile”, ha detto Deirdre Barrett dell’Harvard Medical School.

Dion si è accorto di avere questa capacità all’inizio degli anni ’60 quando per lavoro si sposta a New York e dorme a casa di alcuni amici. Quando si trasferisce nell’appartamento di Michael Barr, suo amico e collega, a First Avenue, i suoi soliloqui cominciano ad avere un pubblico. Michael viene svegliato durante la notte da Dion. Quando si accorge che sta dormendo, corre in camera a prendere un microfono e lo poggia sulla testiera del letto. Dopo qualche giorno Dion si fa vedere da uno psichiatra che gli certifica la sua sanità mentale e fisica.

Deirdre Barrett, cinquant’anni dopo, non è ancora riuscita a dare una spiegazione al fenomeno. Si possono fare soltanto supposizioni. In assenza del protagonista della storia, Deirdre non può averne la certezza con una fMRI del cervello. La professoressa di Harvard crede che ciò che permetteva a Dion di raccontare i sogni in quel modo fosse uno stato intermedio tra la fase REM e la veglia.

Uno dei suoi amici più cari, il poeta Steve Venright, ha detto: “I suoi sogni avevano spesso una forma letteraria, come se lui fosse un regista del sonno. La qualità cinematografica di alcuni rende l’ascolto molto incalzante”.

Qui sotto puoi ascoltare Dion e farti un’idea tu stesso, e pensare che quello che racconta ad alta voce noi lo facciamo silenziosamente tutte le notti.

Immagine via Flickr