Questo video ci spiega perché dovremmo dar meno peso alla popolarità

Questo video ci spiega perché dovremmo dar meno peso alla popolarità

Saper gestire i social network ci dà un’infinità di vantaggi: tra cui la possibilità di condividere le nostre creazioni e pubblicarle all’istante senza filtri. Quello che però si può celare dietro questo meccanismo è l’ansia. La tensione che nasce dentro di noi ogni volta che pubblichiamo un post e aspettiamo di ricevere i like, tanti commenti e che giri e sia condiviso da più persone possibili.

Il successo immediato è il più delle volte illusorio, e a volte, al contrario, rischia di buttarci giù: se un lavoro non è apprezzato subito, pensiamo che non sia un granché e scartiamo l’idea, mettiamo in crisi le nostre convinzioni o addirittura il nostro progetto in toto.

Il responso del pubblico della rete è importante certo, fa stare bene sapere di essere apprezzati, ma non è tutto, non è necessario.

Adam Westbrook ha realizzato una serie di video che provano a spiegarci meglio questa nostra ossessione per la popolarità trovando un modo efficace per allentare le pressioni che ne derivano.

I video realizzati da Adam parlano soprattutto di arte. Il primo che vogliamo farti vedere riguarda Vincent van Gogh. Il grande pittore olandese viene raccontato da Adam attraverso tutti quegli aspetti che mettono in luce “il ritardo” nel riconoscimento, il fallimento e lo scarso successo.

Van Gogh, spiega Adam, non ha mai preso in mano una matita fino ai 27 anni, e i suoi primi tentativi artistici non sono stati promettenti come si potrebbe immaginare. Inoltre l’unica persona che dava un giudizio sulle opere di Vincent era suo fratello, Theo, convinto che non avesse nessun talento.

Vincent però ha continuato a dipingere e sono trascorsi dieci anni prima che riuscisse a vendere il suo primo quadro.

In un altro video Adam spiega perché “Leonardo da Vinci non era un genio”. Adam, giustamente, spiega che quando studiamo le vite dei grandi artisti abbiamo uno sguardo parziale. Passiamo in rassegna soltanto i loro successi, mentre i fallimenti passano in secondo piano, o non vengono neanche nominati.

Una delle opere più importanti e famose di Leonardo, L’ultima cena, è stata realizzata quando l’artista aveva 45 anni. Fermiamoci un attimo a pensare a tutte quelle ansie che possono prenderci quando arriviamo ai trenta o ai quarant’anni: ci sentiamo frustrati, vecchi e a volte ci deprimiamo. Ecco, in quei momenti vediamoci un video di Adam.

Immagine via Wikimedia