La nostra faccia è coperta di acari che nascondono segreti sulla nostra evoluzione

La nostra faccia è coperta di acari che nascondono segreti sulla nostra evoluzione

Quando ti guardi allo specchio non li puoi vedere, ma fidati: sopra il tuo viso, nascoste tra le pieghe della pelle ci sono migliaia di acari.

Anche se è difficile pensare a qualcosa di più repellente, e dire che la scoperta di una nuvola di batteri che ci circonda in ogni momento della giornata aveva stabilito un bel precedente, devi sapere che questi acari sono assolutamente innocui.

Si tratta di acari artropodi, assomigliano a ragni e granchi, hanno cioè un corpo allungato e piccole zampe intorno alla testa.

La pelle del viso è ricca di pori e ghiandole sebacee, per questo motivo, due acari, il demodex folliculorum e il demodex brevis, stazionano in questa zona della cute. Questi due tipi di acaro si nutrono di cellule morte della nostra pelle, dei batteri e di sostanze oleose secretate dalle ghiandole.

Tra le zone più colpite ci sono le ciglia, secondo uno studio approfondito svolto al microscopio, potrebbero nascondersene un paio per pelo.

Anche questi, come la nuvola di batteri, ce li scambiamo tra di noi. Li passiamo e li riceviamo dalle persone che frequentiamo più spesso, attraverso il tocco ma anche la condivisione di cuscini, asciugamani e lenzuola.

Sbarazzarcene è impossibile, sebbene esistano delle terapie che li uccidano, tendono a ritornare dopo qualche settimana.

Il nostro rapporto con loro dura da tempo e si tratta di una pacifica convivenza. Da una parte diamo loro nutrimento, dall’altra ci liberano della pelle morta e dai batteri che soggiornano sull’epidermide.

Secondo gli esperti ce li portiamo da quasi 20mila anni. Studiarli in larga scala e in maniera approfondita potrebbe dirci di più sulla nostra antica provenienza geografica e il percorso che hanno compiuto i nostri avi durante le loro migrazioni. E così potremmo scoprire come il nostro sistema immunitario si è sviluppato per ospitarli.

Immagine via Flickr