30 documentari più belli di sempre, da vedere assolutamente

30 documentari più belli di sempre, da vedere assolutamente

Quali sono i documentari più belli? Qual è la differenza tra un documentario e un film di finzione? Se alla base di un lungometraggio di finzione c’è una storia solida, anche per i documentari vige la stessa regola: l’importante per un regista è avere tra le mani un soggetto di forte impatto, con protagonisti che coinvolgono emotivamente lo spettatore.

Le differenze sono soprattutto tecniche. I documentari prevedono immagini e suono in presa diretta, mentre per i lungometraggi di fiction, il suono e le immagini sono sempre costruiti con espedienti tecnici (scenografia, fotografia, effetti sonori) ed editati in un fase di post produzione.

I documentari invece sono un’opera audiovisiva i cui elementi narrativi sono colti dalla realtà e dove la vicenda narrata, gli ambienti e i personaggi, agiscono nell’ambiente reale, a differenza del tradizionale cinema di finzione dove gli elementi sono sostanzialmente costruiti artificiosamente.
Se vuoi qualche regola valida per definire il documentario puoi leggere le 11 regole di Micheal Moore, regista famoso per le sue opere di impegno sociale, che ha aiutato il documentario a diventare un genere molto apprezzato dal grande pubblico.

I 30 documentari da vedere assolutamente e la sinossi

Dopo i 50 film più belli di tutti i tempi, ecco i migliori documentari di sempre in ordine sparso. Abbiamo scelto queste opere per il loro valore artistico e sociale e per aver vinto molti premi internazionali. Alcuni hanno vinto l’Oscar o sono tra i candidati.

Man on Wire (2008) di James Marsh. Il film racconta l’impresa del funambolo Philippe Petit, che nel 1974 camminò in equilibrio su un cavo metallico teso tra le Torri Gemelle del World Trade Center. Premio Oscar nel 2009 come miglior documentario.

Il sale della Terra (2014) di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado. L’opera racconta le le opere del fotografo brasiliano Sebastião Salgado e i suoi progetti umanitari e ambientalisti come il progetto che porta avanti assieme alla moglie di riforestazione della Mata Atlantica. Puoi vederlo qui su RaiPlay.

Amy (2015) di Asif Kapadia. La vita della cantate Amy Winehouse e dei suoi tormenti interiori con filmati e interviste inedite prima della sua morte, avvenuta a soli 27 anni nel 2011. Di questo documentario ne abbiamo parlato ampiamente qui.

David Bowie: Five Years (2013) di Francis Whately. Film musicale dedicato a 5 anni chiave della carriera di Bowie che lo consacrarono per sempre come artista internazionale. Lo puoi vedere su YouTube sottotitolato in italiano.

Super Size Me (2004) di Morgan Spurlock. Documentario vincitore dell’Oscar nel 2005. Cosa succederebbe al nostro corpo mangiando per un mese hamburger? Il regista lo ha fatto e la risposta che ne viene fuori è sconvolgente. Vedere per credere. Qui invece il trailer di Super Size Me 2 in uscita nelle sale americane dal 13 settembre che racconta il marketing attorno al cibo biologico.

Sicko (2006) di Michael Moore. Il fulcro dell’inchiesta del celebre regista questa volta è il sistema sanitario statunitense che costringe migliaia di persone a non avere accesso ad un’assistenza sanitaria gratuita. Il film, attraverso testimonianze di pazienti e interviste, è una chiara denuncia ad un sistema disparitario, dominato da interessi finanziari a discapito della salute dei cittadini americani.

The Agronomist (2003) di Jonathan Demme. E’ la storia di Jean Dominique, giornalista, laureato in agraria, che innamorato del suo paese, Haiti, acquista una radio e diventa la voce del popolo.
Radio Haiti Inter dal 1968 esprime le sue idee in lingua creola, nella moltitudine di emittenti francofone, e propone un punto di vista audace e scomodo, fino a causare più di un esilio per il suo ideatore.

Inside Job (2010) di Charles Ferguson. Vincitore dell’Oscar come miglior documentario nel 2011, il film racconta e mette a nudo la corruzione e le sue conseguenze negli Stati Uniti.

Il futuro non è scritto – Joe Strummer (2007) di Julien Temple. Se ami il punk e i Clash non puoi non amare questo documentario che racconta la vita di Strummer, leader dei Clash, con interviste ai vari personaggi di successo che sono stati influenzati da lui. Lo puoi vedere qui.

Comizi d’amore (1964) di P.P.Pasolini. Film inchiesta, costituito da scene e interviste girate in tutta Italia, negli ambienti più vari e in tutti i livelli sociali. Pasolini interroga centinaia di persone su argomenti considerati tabù, come il significato del sesso, il divorzio, la prostituzione, ecc. Le centinaia di risposte vengono intercalate dagli interventi dello psichiatra Cesare Musatti e dello scrittore Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti.

D’amore si vive (1984) di Silvano Agosti. Tratto da oltre nove ore di interviste raccolte a Parma, nel corso di due anni, il film si articola in varie sezioni dedicate a varie tematiche quali: l’amore, la tenerezza e la sensualità. Il film è composto da sette interviste. Una delle interviste più belle e famose è questa.

S Is For Stanley (2016) di Alex Infascelli. E’ la storia di Emilio D’Alessandro, autista personale di Stanley Kubrick. D’Alessandro conobbe fortuitamente Kubrick a Londra nel 1971, che lo volle come suo autista e con cui instaurò un legame di amicizia profondissimo. Un’amicizia che ha attraversato trent’anni di vita. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Il pianeta azzurro (1982) di Franco Piavoli. Film poetico e ricco di immagini suggestive che segue il ciclo delle stagioni nel paesaggio di campagna, dal risveglio della vita dopo le gelate invernali alle fioriture della primavera, il calore estivo nel lavoro dei campi e il crepuscolo dell’autunno. L’uomo si confronta con la Natura in questo susseguirsi di stagioni.

Las madres de la Plaza de Mayo (1986) Il film segue la lotta delle Madri di Plaza de Mayo, un gruppo di madri che hanno sfidato le autorità, durante il regime repressivo in Argentina (1976-1983), cercando di scoprire dove si trovavano i loro figli scomparsi, presi dal regime.

Let’s Get Lost – Perdiamoci (1988) di Bruce Weber. Film che racconta la vita del jazzista Chet Baker. Il grande fotografo Bruce Weber incontrò Baker la prima volta nell’inverno del 1986 in un club di New York, convincendolo a fare alcune foto, poi diventate un video di tre minuti. Il film è il racconto del grande amore di Weber per il musicista Baker, un amore nato all’età di nove anni.

4 Little Girls (1997) di Spike Lee.  Nomitato all’Oscar come miglior documentario narra la storia dell’esplosione di una bomba in una chiesa battista dell’Alabama in cui morirono quattro bambine afroamericane. La strage fu ad opera di un membro del Ku Klux Klan che venne riconosciuto responsabile e condannato all’ergastolo. Nel documentario, Lee intervista i parenti e i conoscenti delle quattro vittime oltre a Bill Cosby e Jesse Jackson.

Born into brothels (2004) di Zana Briski e Ross Kauffman. Documentario sui figli delle prostitute a Sonagachi, il quartiere a luci rosse di Calcutta, vincitore del premio Oscar come miglior documentario. Scene toccanti e delicatezza nel racconto, rendono questo film molto interessante.

Tupac: Resurrection (2003). Film sulla vita del famoso rapper Tupac Shakur, commentato completamente dallo stesso Tupac. Una storia di violenza, redenzione e amore. Nel film parla della sua difficile infanzia nei ghetti, dell’esordio, delle sue amicizie, inimicizie (soprattutto con The Notorious B.I.G. e la Bad Boy) e delle donne della sua vita.

Nanuk l’esquimese (1922) di Robert J. Flaherty. Ricordato per essere stato il primo film documentario della storia. E’ un film muto che racconta la vita di Nanuk, giovane eschimese e della sua famiglia al Polo Nord. E’ considerato anche il primo film etnografico.

Exit Through the Gift Shop (2010) di Banksy. Il film è del celebre artista anonimo, basato parzialmente sulla sua vita e le sue opere. Si susseguono delle interviste a street artist di primo piano, come Invader e gli stessi Fairey e Banksy.

Free solo (2018) di Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi. Vincitore dell’Oscar come miglior documentario, il film ripercorre la storica scalata in free solo dell’arrampicatore statunitense Alex Honnold sulla parete di El Capitan, nel Parco nazionale di Yosemite, dal periodo di preparazione, fino all’impresa compiuta il 3 giugno 2017.

The Summit K2 (2012) di Nick Ryan. Nell’agosto 2008 una comitiva di 22 scalatori decidono di fare tappa sull’High Camp del K2 per poi raggiungere la vetta del monte. Dei 22 avventurieri ne resteranno vivi solo 11. Attraverso questo documentario Nick Ryan ripercorre il tragico destino degli scalatori visitando i luoghi del disastro.

Notte e nebbia (1956) Alain Resnais. Classico del cinema documentario di carattere storico, racconta l’Olocausto in trentadue minuti. Il titolo ricalca la frase di lingua tedesca Nacht und Nebel (appunto: notte e nebbia) che caratterizzò l’operazione di annientamento – attraverso l’internamento in campi di concentramento e la successiva eliminazione fisica attraverso le camere a gas – degli oppositori del regime nazista.

Genesis (2004) di Claude Nuridsany e Marie Pérennou. Documentario che mescola humour e serietà, innocenza e saggezza, per raccontare la nascita dell’Universo. La storia è narrata da un poeta musicista africano.

Springsteen & I (2013) di Baillie Walsh. Il film è un omaggio al “Boss” e documenta la vita e la carriera di Bruce Springsteen attraverso gli occhi e le visioni dei suoi fan in tutto il mondo. Una vera chicca per chi ama il musicista americano.

Quando eravamo re (1996) di Leon Gast. Il regista attraverso interviste e filmati d’archivio, ricostruisce la carriera di Muhammad Ali, nato Cassius Marcellus Clay, il suo carisma e la battaglia per i diritti civili, soprattutto in favore degli afroamericani. Nato come documentario sul concerto di musica soul che doveva precedere l’incontro di pugilato tra Muhammad Ali e il campione del mondo George Foreman nel 1974, dopo una gestazione di ben 22 anni divenne il ritratto di uno dei più grandi atleti del secolo. Vincitore nel 1997 del Premio Oscar.

Cobain: Montage of Heck (2015) Brett Morgen.  Vita, arte e pensieri di un’icona generazionale. E’ il primo documentario interamente autorizzato su Kurt Cobain, il leader dei Nirvana, prodotto dalla figlia di Kurt, Frances Bean Cobain che apre l’archivio personale e in gran parte sconosciuto del padre. Puoi trovare filmati amatoriali e interviste a familiari e amici più cari.

Food, Inc. (2008) di Robert Kenner. Candidato al premio Oscar nel 2010 come miglior documentario, il film racconta il mercato alimentare degli Stati Uniti. Nella prima parte si esamina la produzione industriale di carne. Nella seconda parte si racconta la produzione industriale di cereali e verdure e nella terza si parla del potere economico e giuridico legato alla produzione alimentare.

Searching for Sugar Man (2012) di Malik Bendjelloul. Il film è incentrato sulla figura del cantautore statunitense Sixto Rodriguez, che ha avuto una carriera brevissima ma molto promettente, prima di sparire nel nulla. Alla ricerca di Sixto, due fan scoprono che il cantautore potrebbe essere ancora vivo e lo cercano in Sudafrica. Pellicola girata in parte in super 8 e in parte con un iPhone perché i fondi per la suarealizzazione erano terminati prima di finire le riprese. Ha vinto l’Oscar come miglior documentario.

Citizenfour (2014) di Laura Poitras. La pellicola racconta di Edward Snowdennoto per aver rivelato pubblicamente alcuni dettagli dei programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico, programmi top-secret di cui era venuto a conoscenza in quanto membro della CIA. Il film è stato co-prodotto da Steven Soderbergh. Citizenfour ha vinto l’Oscar al miglior documentario agli Oscar 2015.

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